Intervista agli Amor Fou (2009)

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Che rapporti ha l’EP con il mito di Filemone e Bauci?

La canzone ruota attorno a una riflessione sui cambiamenti che l’idea stessa di un rapporto ha subito nel corso del tempo. Filemone e Bauci rappresentano l’archetipo dell’amore coniugale, del rapporto forte, espresso da una cultura che riconosce dei valori quasi assoluti su cui una società (così come una coppia) si poggia. Viviamo in un’epoca di dissolvimento dei legami, in cui piu’ che una maggiore libertà ed emancipazione si è imposta, attraverso l’individualismo, una grande incapacità ad impegnarsi, a lavorare sui rapporti per farli crescere ed evolvere. Il riferimento a quel mito è quindi abbastanza provocatorio.

Il cambiamento di organico ha sicuramene influenzato questo lavoro, come mai Cesare Malfatti e Lagash non sono della partita? Troppi impegni?

Per una profonda e totalmente inconciliabile differenza nel modo di concepire il progetto, la sua vita, il suo significato e più in generale sulla base di ragioni quasi contrapposte alla base della scelta di continuare a fare musica.

Per la diffusione vi siete affidati a due modalità: EJunkie (fai tu il prezzo) e confezionando un EP in maniera artigianale. Come mai vi siete affidati a queste soluzioni?

Per stare al passo con i tempi e con i modi attuali di consumare musica. Non siamo tuttavia grandi fan della digitalizzazione selvaggia, ed è per questo che alleghiamo sempre elementi che richiedono un approfondimento particolare e che abbiamo stampato una versione fisica dell’EP, che ha contenuti maggiori rispetto alla versione digitale.

Alla fine dell’ EP è presente una cover bellissima di Mina: L’ultima occassione. Perchè avete scelto questa?

Era la canzone che dovevamo eseguire a Scalo 76 durante la puntata dedicata a Mina, ma ci fu imposto di interpretarne un altra. La versione ci soddisfaceva ed abbiamo deciso di condividerla.

Di cosa tratterà il prossimo disco? Dal vivo ho visto che eseguite una canzone chiamata Anita, proprio come la protagonista del racconto allegato all’EP. Sarà un concept come fu “La stagione del cannibale”?

Musicalmente sarà spiazzante, e sicuramente più vario del predecessore, questo perchè di fatto siamo una band appena nata. Partirà e finirà con i volti di persone che abbiamo conosciuto o anche solo spiato girando l’Italia per musica, per amore e per cercare un po’ di quiete, trovando spesso l’esatto opposto.

Ora siete in tour. Dopo di questo cosa succederà? Potete darci qualche anticipazione?

In realtà il tour vero e proprio avverrà fra ottobre e novembre, con novità di organico (c’è un nuovo polistrumentista, Paolo Perego), di attitudine, di scenografia… Presenteremo alcuni brani nuovi e poi ci si fermerà per attendere l’uscità del nuovo album.

Marco Gargiulo

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