Recensioni davide tosches - dove l'erba è alta

Published on agosto 16th, 2010 | by Mag-Music

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Davide Tosches – Dove l’erba è alta


davide tosches - dove l'erba è altaAscoltare “Dove l’erba è alta”, esordio discografico di Davide Tosches (anche se il vero debutto avviene nel 2006 con l’autoprodotto “Stressmog”), è come avere alle orecchie un padre protettivo che “sussurra” un vortice di saggezza sottoforma di undici calme e scorrevoli ballate dall’aria rarefatta e soporifera.

Quello in questione non è altro che un album ricco di riflessioni allo stato puro, senza tanti fronzoli, dove il cantautore di origini foggiane scava a fondo nell’intimismo dell’essere umano, quindi proponendo undici auto-ripassi psicologici possibili solo nella solitudine, in tutte le sue più svariate forme. Ad esempio “in compagnia” dell’ombra, dei muri, della natura incondizionata, proprio lì dove l’erba è alta. Basta anche andare a vedere i titoli e i testi dei brani per capire in parte l’essenza dell’album. Case è il primo pezzo: ritmi cadenti e un Mmoog sommesso, come tra l’altro avviene nella raccolta tutta, ascoltate infatti Completamente o il brano che dà nome all’album per accorgervene; tutto questo avviene anche grazie, ed è importante dirlo, all’uso dei più disparati strumenti: richiami per uccelli, effetti vocali, tamburello, glockenspiel, lastra metallica. Ma Davide è anche in grado di forgiare tre pezzi interamente strumentali: è qui che si fonda la sua anima spirituale, quasi a farci capire che anche il silenzio è fonte di pensiero e d’ispirazione.

Non pensate per nessun motivo che l’album possa risultare stancante a causa della troppa presunta omogeneità, perché non è difficile soffermarsi su pezzi come La tua stella, il brano più melodico, dove vengono in mente le ultime cose scritte e suonate da Cesare Basile. Ma anche andando avanti, dal settimo brano in poi (Sentire) tutto diventa leggermente più movimentato, perdendo in parte quell’atmosfera onirica che ricorda alcune cose addirittura dei Red House Painters. Nell’aria è uno dei pezzi semplicemente più belli dove il Nostro riesce anche a sfociare in bellissime aperture melodiche nel finale; lo stesso avviene in Deserto, o ancor meglio nella finale Nell’ombra.

Ora fermatevi tutti per poco più d’una mezzoretta. Infilate il CD nel lettore per riflettere e assaporare tutta la capacità artistica di Davide Tosches, come si capisce anche dal booklet mistico e affascinante allo stesso tempo.

Davide Ingrosso


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