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Published on settembre 16th, 2010 | by Mag-Music

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Baustelle – Estragon, Bologna 11/09/10

Abbiamo dovuto attendere un’intera estate, ma finalmente i Baustelle sono giunti anche a Bologna per una delle ultime date di supporto all’album  “I mistici dell’occidente”. Dopo un intenso viaggio lungo l’Italia per promuovere il loro ultimo lavoro, l’11 settembre sono sul palco dell’Estragon per regalarci un live dai toni decadenti, ma non troppo.

Infatti, al di là dei luoghi comuni che vogliono Bianconi come un artista triste che si tiene ben stretta la sofferenza dell’epoca romantica, potremmo dire che essi ridono.
E sì, in questa serata ci hanno proprio regalato uno dei loro sorrisi migliori, e non importa se non si sono persi in chiacchiere inutili, in scambi di battute che di solito piacciono così tanto al pubblico; ci hanno donato il meglio di sé, la loro musica, cresciuta in questi anni e ormai allontanatasi da quell’adolescenziale “Sussidiario Illustrato…” per abbracciare una consapevolezza della vita dal gusto sempre amaro ma più adulto.

Dopo il rispettabile solito ritardo, quello che ti fa bere qualche birretta in più, finalmente i Baustelle salgono sul palco e lo fanno con I provinciali, ma decidono di smuovere subito le acque andando avanti con Le rane, tormentone ballabile che quest’estate ha invaso un po’ tutte le radio; si vede subito che sono in forma, e al calore del pubblico, che si accende in un canto a squarciagola su Gli spietati, rispondono con sorrisi ben educati e accenni di balletti, quelli di Rachele, che su La bambolina sfodera tutto il suo fascino e intensità nel narrare le loro storie, come ne La canzone del parco.

Bianconi ripesca canzoni ormai lontane in un medley che ci regala addirittura la ghost track Beethoven e Chopin, pezzi riarrangiati per l’occasione con il loro nuovo valore aggiunto, quello dei fiati che dona sonorità un po’ orchestrali all’intero live. Scendono dal palco, ma a noi tutto questo ancora non basta e loro lo sanno; tornano per due bis in cui ormai ci si lascia andare in balli dimenanti e sudaticci. Si chiude in bellezza, si torna tutti adolescenti cantando di Charlie e dei nostri, ormai passati, quindici anni.

Le luci si spengono e penso che sì, se ci sono gruppi in Italia capaci di donarti due ore come quelle appena vissute, Charlie ha proprio ragione: tutto il resto può andare a farsi fottere!

Paola Rondini per Mag-Music

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