Intervista agli One Dimensional Man (2010)

one dimensional man

Ai più You Kill Me dirà qualcosa. Anzi, più di qualcosa, essendo forse il loro pezzo maggiormente noto ai più. Stiamo parlando degli One Dimensional Man, progetto di Pierpaolo Capovilla e Giulio Ragno Favero, da cui, dopo quattro dischi in studio, sarebbe seguita una pausa e la nascita dell’altrettanto noto Teatro degli orrori. Una pausa ormai giunta alla fine, visto che gli One Dimensional Man sono tornati, e si sono portati anche un batterista nuovo (Luca Bottigliero) subentrato a Francesco Valente, guarda caso passato al Teatro. E con il nuovo batterista è in arrivo un nuovo album, dopo l’interessante box contenente tutti i lavori usciti in precedenza, e pubblicato da La Tempesta International, sottoetichetta della già nota La Tempesta (Tre allegri ragazzi morti, Il pan del diavolo, il sopracitato Teatro) rivolta principalmente all’estero. La parola a Giulio Ragno Favero.

Che sensazioni dà far tornare sul palco quello che è stato il progetto One Dimensional Man? Specialmente considerando sia il fatto che tale progetto non fa un disco nuovo dal 2004 che il successo de Il teatro degli orrori…

Beh, è stata una piccola sfida, ma che forse sapevamo di vincere: One Dimensional Man è sempre stato molto amato dai propri fan e mi verrebbe da dire che a parte un episodio, è stato un piccolo successo; siamo stati felici di ritrovare una partecipazione dei vecchi fans, e scoprire l’amore di quelli nuovi, che sono arrivati a ODM attraverso Il teatro degli orrori. Insomma in definitiva son state dieci date emozionanti per tutti, siamo stati felicissimi di farle, e non vediamo l’ora di ritornare su di un palco.

Come sapete, La Tempesta International ha pubblicato il box contenente la vostra discografia da un po’ di mesi. Sono previste altre collaborazioni con questa sottoparte di tale etichetta discografica?

La Tempesta International nasce per volontà mia, di Enrico Molteni de La tempesta e di Attilio Perissinotti di Virus Concerti. Abbiamo pensato che in Italia ci sono molti gruppi validi che cantano non in italiano, e ci sembrava una buona cosa aprire una porta in più anche su questo mondo. La prossima uscita de La Tempesta International sarà “Black Rainbow”, il nuovo LP di Aucan, band incredibile con la quale One Dimensional Man ha condiviso anche un po’ di date nell’ultimo tour. Per quanto riguarda le future collaborazioni con l’etichetta, non c’è nulla da escludere.

Una sottoparte de La Tempesta è specializzata nel proporre la musica italiana all’estero. Non è escluso che possa avvenire la stessa cosa accaduta con Zu e Zen Circus, i primi lodati da John Zorn e Mike Patton e i secondi da Brian Ritchie, fino ad arrivare alla collaborazione con le sorelle Deal e Jerry Harrison dei Talking Heads…

Come già detto sopra, son convinto che in Italia ci siano molte realtà validissime che cantano in inglese o altre lingue, come anche gruppi stranieri che sarebbe bello pubblicare in Italia. Ci piace questa cosa dell’affacciarci all’estero, con proposte valide e nuove, per mostrare al mondo che in Italia non ci sono solo politici corrotti e talent show, ma anche gente che s’impegna a cercare di fare musica come si deve, con idee e convinzione. Nella dance per esempio siamo tra i primi al mondo: Crookers, Bloody Beetroots, Benny Benassi, ecc… insomma, direi che sarebbe ora di “dare a Cesare ciò che è di Cesare”. Le collaborazioni non le ritengo per forza necessarie, se non a fini artistici: so che esistono le scorciatoie, ma non mi piace crederci troppo, perchè spesso non portano da nessuna parte: quello che ho imparato dalla vita, è che in qualsiasi ambito bisogna farsi il c**o, e basta. Poi ogni tanto si possono oliare i meccanismi, ma questo non produce nessun effetto se non c’è sostanza.

Nel corso degli anni ci sono stati tanti cambi di formazione, tra cui il tuo ritorno alla chitarra, dopo l’uscita da Il teatro degli orrori, e viceversa l’uscita di Francesco Valente, da sempre nel Teatro. Cambiano i componenti, ma la musica ha sempre tanto da dire!

Per fortuna. Credo che il goal mio e di Pierpaolo sia scrivere delle belle canzoni, punto. E quindi di sfruttare l’enorme potenziale comunicativo che la musica mette a disposizione dell’umanità. Siamo convinti di essere dei tramiti, quello che creiamo non ci appartiene, ma ci attraversa, è per questo che le formazioni possono cambiare, ma le emozioni rimangono invariate. Una cosa come questa vale la vita intera.

A quanto pare bolle in pentola un nuovo disco. Che sia un vero e proprio ritorno di fiamma quello degli One Dimensional Man?

Ci stiamo lavorando, per cui tra un po’ sarà tutto più chiaro; direi comunque che per giugno dovrebbe uscire. Noi, non vediamo l’ora.

Gustavo Tagliaferri

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