Verdena – Velvet Club, Rimini 04/02/11

Di parole se ne potrebbero versare a fiumi su quest’attesissimo ritorno, sulle novità di questo nuovo disco, sulle dinamiche di questo tour che ha fatto stragi di date (sold out nelle principali, e non solo, tappe) e conseguenti lotte alla disperata ricerca (la mia) del biglietto. Tutta l’epopea che si aggira attorno a questo fenomeno può essere riassunta in un solo suono, semplice susseguirsi di lettere che creano l’unica parola che ben può descrivere questo (in)aspettato fenomeno: “WoW”.

WoW” non è solo l’ultima (doppia) creazione dei Verdena, non è solo il titolo che dà il nome al loro nuovo tour; “WoW” è l’espressione che ti cala giù dalla bocca a fine concerto, quando, allo stremo delle forze, implori che non sia tutto finito e fermo inebetito guardi il palco ormai vuoto esclamando: “WoW”.

Ma veniamo a noi: 4 febbraio, stazione di Bologna, mi accingo a raggiungere il, per me ancora sconosciuto, Velvet Club di Rimini; mi son dovuta regalare questa gita fuori porta a causa del ridente sold out, di cui prima, che ha colpito anche Bologna. Lo ammetto, mi dirigo verso il locale con l’ansia e la curiosità di uno scolaretto il primo giorno di scuola; i Verdena mancavano dalle scene musicali ormai da qualche tempo ed è inevitabile chiedersi cosa ci saremmo dovuti aspettare da questo live, da quali cambiamenti saranno stati investiti durante la lunga gestazione di “WoW”?

Mi posiziono in maniera strategica al lato del palco, voglio evitarmi il pogo nudo e crudo solito ai concerti dei Verdena, non ho più l’età; anche se forse l’età non ce l’ha neanche il resto del pubblico, son positivamente sorpresa dalla bassa percentuale di adolescenti intorno a me. L’atmosfera d’attesa viene riscaldata dagli Stearica, band torinese che col suo suono prepotente, martellante e cupo quanto basta, si fanno ben apprezzare nonostante il loro fastidioso ruolo da gruppo spalla. Intorno alle 23:00 finalmente arrivano loro, i Verdena; senza grandi cerimonie si posizionano sul palco e aprono un live che si rivelerà, poi, ben difficile da rimuovere dalla mia testa; aprono con uno dei migliori pezzi di “WoW”: Adoratorio, pezzo strumentale che ben si presenta nella sua versione live; vanno avanti con Scegli me e continuano aggirandosi sulle sonorità dell’ultimo album. Son carichi, un po’ composti sui primi pezzi, ma sprigionano tutta la voglia che hanno di suonare e spargere sul pubblico la loro nuova creatura. In continuo bilico tra suoni cupi, metallici e digressioni progressive, i pezzi nel live vengono intervallati solo dai versi schizofrenici di Alberto, ma a noi poco importa se non sono granché inclini a conversare con il pubblico, perché anche noi siamo impegnati a consumarci e prostrarci a quei suoni distruttivi, intensi, serrati.

Due ore di “WoW” con solo qualche piccolo salto verso gli esordi come Valvonauta, Starless e Luna.

Quello del 4 febbraio è stato un concerto come non ne vedevo da qualche tempo, di quelli che ti fanno venir voglia di premere rewind e ricominciare tutto da capo, di quelli che ti fanno capire perché i Verdena hanno raggiunto il sold out in Italia, ovunque.

Foto di Monia Ambroso

Paola Rondini per Mag-Music

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