Intervista ai 24 Grana

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Un percorso che viene intrapreso fino in fondo, nonostante gli ostacoli. Questo è quello che si può dire a proposito della musica dei 24 Grana, band napoletana autrice di dischi come “Loop”, “Metaversus” e “K-Album”. E se per ostacoli s’intende momenti come quelli che vedono un componente vitale come il bassista Armando Cotugno lasciare temporaneamente la band per cedere il posto ad Alessandro Innaro, appare ancora più evidente come un gruppo come questo non abbia comunque voglia di fermarsi. Il tutto nella “stessa barca”. Sentiamo cosa ha da dirci Renato Minale, batterista della band.

Fra tutti i titoli dei vostri album, “La stessa barca” risulta essere quello più “lineare”. Che significato racchiude?

Il periodo è difficile, sotto diversi punti di vista. Il titolo sta a indicare una situazione generale, siamo in tanti “sulla stessa barca”, però non perdiamo la speranza, con la cooperazione possiamo provare ad aggiustare un pò le cose.

Guardando come si muove la musica qui da noi, ormai è sempre più evidente l’interesse di certi gruppi e cantanti di affacciarsi all’estero. Dagli Afterhours agli Zu, dagli Zen Circus agli One Dimensional Man, e ora anche voi. Tant’è vero che alla produzione di questo disco c’è un certo Steve Albini.

Per questo disco volevamo il suono di Steve, secondo noi i pezzi e gli arrangiamenti avrebbero acquistato molto lavorando con lui e credimi siamo rimasti pienamente soddisfatti del risultato. Siamo cresciuti ascoltando anche la sua musica e tanti dischi registrati nei suoi studi, per noi è stato un onore.

E proprio riguardo all’estero, avete mai pensato di tradurre in lingua straniera qualche brano del vostro repertorio? Già i sopracitati Afterhours, con “Ballate per piccole iene”, hanno fatto un lavoro di questo tipo…

No, mai. Sicuro non sarebbe un lavoro facile, i nostri testi sono per lo più in dialetto e molte parole sono tipiche espressioni dello slang napoletano. Chissà, forse un giorno ci proveremo…

La temporanea scelta di Armando Cotugno, bassista fin dagli inizi, di allontanarsi dai 24 Grana per trasferirsi all’estero, è stato un duro colpo. Ma non vi ha fermato, visto l’arrivo di Alessandro Innaro…

Armando vive a Londra da oltre un anno. La sua è stata una scelta ben ponderata (chiaramente ne abbiamo parlato tanto con lui). Sta bene e noi siamo contenti per questo (l’abbiamo visto lì alla nostra prima tappa del nuovo tour). Non sarebbe stato giusto fermarsi, soprattutto considerando la storia della band ma anche perchè io, Francesco e Giuseppe abbiamo ancora tanta voglia di suonare insieme. Conosciamo Alessandro da tanti anni, è inevitabile visto che viviamo nella stessa città e che siamo musicisti della stessa scena, il giro è quello. Con lui è stato tutto facile, s’è integrato al nostro modo di lavorare da subito e musicalmente ha dato un grosso apporto alla lavorazione del disco.

– Si può dire che nelle vostre canzoni ci sono storie che possono in qualche modo ricollegarsi con la vita di tutti i giorni. Prendiamo Salvatore, ad esempio, o anche Ce pruvate Robé. Ma, a proposito, chi è questo “Robé”?

Salvatore e Roberto sono due dei tanti personaggi che sono sulla nostra stessa barca. Due personaggi molto diversi tra loro, questo proprio a sottolineare che il periodo duro che stiamo attraversando è trasversale, coinvolge persone di diversa estrazione sociale o culturale.

In Malevera ritorna un argomento al quale avete sempre dedicato un certo spazio: la vita dietro le sbarre. E i precedenti si sono visti in ottimi brani come Kanzone su un detenuto politico, Carcere e Patrie galere

Siamo molto sensibili al tema delle carceri. Sono luoghi dove spesso la violenza è di casa. Per fortuna molti casi di soprusi sono usciti fuori ed è importante parlarne il più possibile e denunciare.

“La stessa barca” uscirà anche in vinile. “Ghostwriters”, il suo predecessore, era stato annunciato anche in quel formato tre anni fa ma non uscì. Come mai?

Il vinile de “La stessa barca” è in stampa, fra pochi giorni sarà pronto per essere distribuito. Quello di “Ghostwriters” è vero, non è mai uscito, so che ci furono dei problemi ma non ricordo di che tipo… diciamo che dovresti girare la domanda alla nostra etichetta (sorride, ndr).

Tra un album e l’altro, dal lontano 1996 a oggi, avete pubblicato dei live (“Live”, “Overground live”), un singolo di remix di Stai mai ‘cca e una ristampa di “Metaversus”. A questo giro manca qualcosa…

Per adesso stiamo pensando solo a promuovere l’album dal vivo. Finora abbiamo fatto una quindicina di date e siamo molto soddisfatti della risposta del pubblico. I brani nuovi sono già collaudati e s’integrano bene a quelli vecchi.

Gustavo Tagliaferri e Marco Gargiulo

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