Intervista ai Delenda Noia

La loro recensione su Mag-Music ha scatenato un botta e risposta di commenti come non mai. Per qualcuno sono gli ultimi paladini della new-wave made in Italy, per altri solo dei nostalgici dei bei tempi andati con poche idee e il cuore fermo agli anni ottanta. Chi sono davvero i Delenda Noia? Noi gli abbiamo incontrati per voi…

– Partiamo dai vostri inizi. Ho letto che con la vostra band precedente avete vinto una manifestazione importante come “Rock targato Italia”. Non sono un grande estimatore di nessun concorso, voi come l’avete vissuto?

– Dobbiamo dire che grazie a “Rock targato Italia” ci siamo presi molte soddisfazioni, sia per la crescita della band, sia perchè eravamo entrati per la prima volta nell’ambito discografico. Divinazione (associazione di Milano, ndr) ha sempre mostrato grande professionalità e rispetto nei confronti delle bands.

– Come mai il progetto poi è finito? Voi due comunque avete fatto ancora musica insieme. Affinità elettiva?

– Difficile dare una spiegazione sullo scioglimento dei Klord. Suonavamo insieme da cinque anni ed è stato molto duro finire tutto. Ma sentivamo di non avere molto altro da dare al progetto, così abbiamo deciso di chiudere quel capitolo. Nel frattempo (grazie alla nostra affinità elettiva) io e Violara avevamo iniziato a scrivere nuovi brani. Il fatto di lavorare in due, senza pensare alla possibilità di avere altri musicisti, ha snellito buona parte del lavoro. Da li a poco sono nati i Delenda Noia.

– Parliamo di “Noia EstEtica”. L’ho visto come una sorta di concept album sulla difficoltà della vita sociale, vissuta da un punto di vista paranoico. Com’è nato questo disco?

– Siamo molto colpiti da questa tua osservazione. Noi non avevamo pensato di scrivere un concept album. Il titolo “Noia EstEtica” è nato come doppio senso: da una parte c’è la continua ricerca dell’Etica e della purezza spirituale e, dall’altra, la costante analisi di perfezionamento Estetico. Entrambe le cose portano inevitabilmente alla noia, il punto esatto da cui siamo partiti. Le canzoni parlano di difficoltà nei rapporti di vita sociale, è vero, infatti la maggior parte dei brani è stata scritta nell’arco di pochissimi mesi. Era un periodo difficile, in cui la nostra vita artistica stava percorrendo una curva, un cambiamento importante. Abbiamo cercato di tirare fuori tutto quello che sentivamo.

– C’è un pezzo in particolare che vi rappresenta?

– Sicuramente Delenda Noia e Revolutionez.

– Ci sono chiare influenze al post-rock e alla new-wave. Questo vi circoscrive in un genere e in un sound ben definito. Come vivete questa cosa? La vedete come un limite o semplicemente è quello che più vi piace e lo fate senza preoccuparvi troppo di cosa dicono i vostri detrattori?

– Beh! Vedi, in questo caso non viviamo come un limite il nostro genere musicale. Noi abbiamo seguito una strada che ci ha portato fin qui. Piuttosto siamo contenti di avere l’opportunità di proporre una cosa di cui siamo davvero convinti. Inoltre il supporto di Disco Dada ci permette di lavorare tranquillamente in sintonia con il nostro modo di essere e per questo ci sentiamo molto fortunati.

– A proposito, la recensione del disco su Mag-Music ha dato il via a una serie di commenti piuttosto importante. Non voglio entrare nel merito perché ognuno la vede a modo suo. Cosa ne pensate?

– Si, abbiamo ricevuto un sacco di visite, è incredibile! Se pensiamo che il progetto è giovane e il disco deve ancora uscire… è un’ottima cosa. Per quanto riguarda i commenti, è giusto che ognuno esprima la propria opinione. Da parte nostra ci sarà sempre molto rispetto nei confronti di chi scrive. Ci siamo messi in gioco e accogliamo ciò che arriva senza troppe scuse.

– Vi siete tolti delle belle soddisfazioni con alcune collaborazioni importanti: pubblicità, mostre. Come sono nate queste opportunità?

– Sono nate un po’ per caso, Violara ha frequentato un Master per “atelierista” presso il Centro Internazionale “Loris Malaguzzi” nel 2009 e in questa occasione ha avuto la fortuna di collaborare con diversi artisti e designer realizzando un video per la presentazione dell'”Atelier del Gusto” per il quale abbiamo creato una colonna sonora. Inoltre abbiamo collaborato con una designer spagnola in un paio di occasioni: una musica per uno spot televisivo e un’ installazione sonora in una mostra per Anish Kapoor a Barcellona.

– Prima di salutarci… prossimamente cosa succederà nel pianeta Delenda Noia?

– Intanto attendiamo a breve l’uscita del disco. Più avanti ci sarà la promozione live e poi chissà…

Daniele Bertozzi per Mag-Music

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