Recensioni 23

Published on maggio 30th, 2011 | by Mag-Music

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Le maschere di Clara – 23 EP

Se, pittoricamente parlando, il trittico che forma “Il giardino delle delizie” di Hieronymus Bosch aveva come scopo quello di spiegare cosa e perché allontana l’uomo dalla possibilità di raggiungere la salvezza, rispettivamente tramite una rappresentazione strutturata in Paradiso, con Dio sul punto di creare Eva nel terzo giorno della genesi, Purgatorio, ovvero il peccato carnale visto attraverso tante sfaccettature, e Inferno, la punizione, la sofferenza, le pene alle quali è condannato il peccatore, che assumono la forma di esseri allucinati e fuori dal mondo, allora Le maschere di Clara possono essere considerate come degli elementi appartenenti al terzo passaggio, avendo come caratteristica base quella di descrivere a modo loro la dimensione in questione.

23“. Ai più verrà in mente un disco (peraltro più che buono) dei Blonde Redhead. Ma questa è un’altra storia. “23” è una metamorfosi in musica di questo Inferno, compiutasi in appena cinque giorni e passata in mano alla Jestrai Records. 23:23, l’orario che segnava l’orologio nel corso della firma del contratto con quest’ultima. 23 i gradi che predominavano in quell’istante. E all’incirca 23 sono i minuti durante i quali le creature demoniache hanno via libera per scorrazzare liberamente da un luogo all’altro, e che siano gli occhi dei castigati o le orecchie degli ascoltatori poco importa.

La vita si manifesta nella sua fatale esistenza. Quello che credi sia andato perduto rivivrà.”

Rullano i tamburi e si scatenano le danze, espresse al suono di un rock che vede invitati a nozze, e con successo, un basso, un violino al posto di una chitarra elettrica e la poesia. E non c’è scampo per nessuno.

Scomparirò lasciando solo cenere dietro di me.

Sono tre le anime che si fanno strada in questo turbinoso giro: Lorenzo Masotto, forsennato declamatore di versi, anzi, di “Frammenti” di versi, identificabile come un vero e proprio urlatore che incute terrore, oltre ad essere prossimo ad una dipartita, sancita anche dal suo pianoforte, al quale decide di lasciare l’ultima parola, tra “Sogni estinti” e istinti; Laura Masotto, di color “Porpora“, creatura persa tra il rock e le varie reminescenze progressive, meno pessimista del suddetto e fiduciosa in un futuro dove la vita prevale sulla morte; Bruce Turri, anche lui perso all’interno di quei “Sogni estinti”, e che rincorre se stesso e gli altri come in un vero e proprio incubo. Ma non un incubo qualunque: del resto prima o poi dalla “Scala di Escher” bisognerà pur fuggire in qualche modo, e a far da colonna sonora a questa impresa è sempre quel vortice di sonorità che, insospettatamente, tocca anche il metal. Tutto torna.

L’uomo si è estinto, l’uomo è istinto.

Paura e desiderio sono le sensazioni che prevalgono di fronte a tutto ciò. L’atmosfera si fa dolorosa, come da quadro. Ma morire subendo le pene dell’inferno nonostante tutto non è così insopportabile se si è alla presenza delle Maschere di Clara. Lasciarsi trasportare è la cosa giusta fare, e da persone in fuga ricominciare.

Spengo questa fioca luce. Rinascerà.

Prima o poi.

Gustavo Tagliaferri per Mag-Music

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