…A Toys Orchestra – Rita Lin Songs EP

...A Toys Orchestra - Rita Lin Songs EP

...A Toys Orchestra - Rita Lin Songs EPÈ passato un anno dal rilascio di “Midnight Talks“, un’opera che si è dimostrata come l’ennesima conferma del fatto che la Campania è una regione nella quale ancora si continuano a partorire dei prodotti che non fanno altro che renderle giustizia, tra le continue angherie di vario tipo (e in queste ore verrebbe in mente la mai tramontata questione dei rifiuti a Napoli) che subisce, alla faccia di chi le vuole male. E adesso che l’estate ancora si fa sentire la notizia è ufficiale: ad ottobre il suono della notte secondo gli …A Toys Orchestra busserà di nuovo alle nostre porte, grazie al secondo capitolo del disco sopracitato.

Sì, c’è da attendere un altro po’ di mesi prima di questa sorpresa. Eppure non possono mancare delle idee con la funzione di intrattenere e allo stesso tempo deliziare le orecchie degli ascoltatori. E allora ecco che vede la luce “Rita Lin Songs“, un EP, già dalla copertina, multicolore.

Perchè multicolore? Non certo solo per l’artwork. Difatti già leggendo il suo contenuto, la risposta apparirebbe subito davanti agli occhi: tre canzoni inedite, una versione alternativa di Plastic Romance, la tanto desiderata versione in italiano di Celentano e una cover di un brano dei Duran Duran. Dopo quattro album in studio è la prima volta che l’Orchestra se ne esce con un’iniziativa di questo tipo. E che non delude le aspettative.

Considerando che si sta parlando di un ponte tra i due capitoli di “Midnight Talks”, a predominare è ancora una volta quell’oscura magia che già si era presentata alle porte degli ascoltatori con brani come Summer e Somebody Else, grazie anche alla continua presenza di quegli strumenti musicali colti in atteggiamenti amorosi tra di loro. Un amore nero e lucente allo stesso tempo, dal quale fuoriescono cantautorato, orchestrazioni, spirito beat e anni ’80. Perchè?

Basterebbe ascoltare Celentano, tradotta in italiano, che, oltre a mantenere la stessa verve che l’ha caratterizzata in origine, rappresenta un riuscitissimo benvenuto da parte dei Giocattoli alla propria lingua madre, sotto una melodia che porta indietro negli anni e allo stesso tempo è ottima per i tempi odierni. Oppure la versione recycle di Plastic Romance, dove l’atmosfera calda e avvolgente della versione originale lascia il posto ad una divertente entrata a rapporto di una serie di fiati e ottoni che potrebbero appartenere ad una marcia come ad una semplice banda paesana, grazie al suo mentore, un musicista poliedrico come Enrico Gabrielli.

E la rilettura dei Duran Duran dei tempi che furono? Considerando che proporre nuove chiavi di lettura per determinate canzoni di determinati periodi musicali non è una cosa facile da fare, ma neanche impossibile, anche stavolta il livello di emozioni è altissimo, con Enzo Moretto che, nel ruolo che è stato di Simon Le Bon ai tempi, filtra l’atmosfera 80’s sia con la sua voce sia facendosi accompagnare da un tripudio di synth sognanti.

I tre brani inediti sono la giusta occasione per far trionfare la parte maggiormente cantautoriale del quartetto di Agropoli, com’è intuibile sia in Day by Day che in The Fisherman’s Psalm, la prima, in particolare, con gli archi di Rodrigo D’Erasmo come contorno. Mentre Noir Dance può essere considerata come un episodio a parte, con la sua apertura riconducibile a sonorità francesi e il suo finale tra il rock e l’elettronica, generi ai quali sa come adeguarsi quel basso incalzante che pian piano si fa strada.

La sua strada, ad ottobre, andrà avanti? Lo scopriremo solo vivendo, direbbe Battisti. Intanto anche stavolta non sarebbe affatto una buona idea rifiutare l’invito all’ascolto di queste “canzoni di Rita Lin” da parte della “voce della notte“.

Anche perché sarebbero inimmaginabili le reazioni da parte del parrucchiere e del triste pescatore. Per non parlare della stessa Orchestra di giocattoli.

Gustavo Tagliaferri

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