Nada – Vamp

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Nada - VampLa chiusura di un triangolo e allo stesso tempo di un cerchio. Questo si è verificato con la pubblicazione dell’ottimo “Luna in piena” (con tanto di partecipazione a Sanremo), nel 2007. Un triangolo considerando “L’amore è fortissimo e il corpo no” (2001) e un cerchio nel caso di quello che è stato “L’anime nere” (1992, nonostante una promozione scarsissima), l’album di quella che è considerabile come una svolta. E, dopo un live alla Stazione Birra pubblicato l’anno successivo, doveva pur arrivare il momento giusto per rimettersi in gioco con tutto l’entusiasmo covato dentro la propria indole.

Evidentemente Nada Malanima, da quando ha scelto di farsi una nuova vita intraprendendo il percorso di cui sopra, non ha fatto altro che seguire la strada giusta, arrivando al punto di raggiungere una voglia di fare e di creare sempre più grande. Tanto grande da portarla al punto di non avere assolutamente bisogno di fermare la sua attività di cantante. Del resto la sua è una carriera caratterizzata da continui colpi di scena, sin dagli inizi, viste quelle che sono state le riletture di Piero Ciampi di “Ho scoperto che esisto anch’io” e le incursioni, tra un “Amore disperato” e l’altro, all’interno di vari sintetizzatori in Noi non cresceremo mai e Baci rossi.

Nel ritmo lunatico cosmico della virtù, nell’anima buia che buia diventerai tu.

Adesso l’obiettivo è un altro: voltare pagina, pur con la stessa nuova veste di prima, munirsi di pennello e darsi da fare nella creazione di quello che è un semplice autoritratto della propria persona, soprannominata con il suo contrario. Altrimenti perché chiamarlo “Vamp“? Specialmente tenendo a mente che Nada non ha mai preteso di essere una “Vamp”. Eppure la decisione di provare ad esserlo incuriosisce e non poco.

Stagioni, milioni di ragni attaccati ai sensi di colpa, lanciati nelle parole sparate nel vuoto, un nulla nel cuore mi ha ucciso…

Così quello che ne consegue è un insieme di dieci brani che possono essere visti come delle ballate dai molteplici colori, dove assume una grande rilevanza la maggiore dimestichezza nel rapporto con i mondi già esplorati in precedenza. E così la sopracitata elettronica si fa risentire, vicina tanto ai giorni nostri quanto agli anni ’80, in L’elettricità, che non sarebbe dispiaciuta a quelli che sono stati i Soerba, nell’incedere down beat di Stagioni, e nelle percussioni sfrenate miste ad accattivanti riff di chitarra di Raccogliti. Ma c’è anche l’odore di sonorità tradizionali provenienti da svariati luoghi, tipiche di una Sirena che intona quella che Sarebbe una serenata. L’effetto è tale che, tra tamburi e tromboni, quel “lurido casquèt” si lascia ballare eccome.

Sarebbe una serenata se tu ora fossi qui, invece è una mitragliata da sola senza te.”

Più che una sola, svariate mitragliate, udibili anche nei meandri di un immaginario selvaggio West, mentre crescono le “Piantagioni di ossa”. Ossa inermi, alle quali purtroppo non si può dire “Raccogliti”. Ma per fortuna si fa strada quello che è “Il comandante perfetto”, accompagnato da una banda che si rifà molto a quella che, nel caso della collega Cristina Donà, non ha mai fatto molto caso ai Miracoli.

E mentre giunge “La febbre della sera”, e una Luna da lassù si lascia guardare sorridente, si fa ancora strada il rapporto con la madre, o meglio, con “le”madri (tanto per parafrasare la sua prima opera scritta), in quella che è La canzone per dormire, che può essere considerata una Meraviglioso dieci anni dopo. Suoni duri come Chiodi, un rock che lascia il segno. Insomma, di tutto e di più. E nel complesso viene da chiedersi quale look prevalga maggiormente tra tutti quelli che la “Vamp” in questione ha deciso di assumere. Domanda piuttosto inutile, dal momento che ci si può incarnare in tante personalità rimanendo quello che si è in realtà. Nada è semplicemente Nada.

“…e rabbia diventa la febbre della sera.

A noi piace così com’è. E questo conta.

Gustavo Tagliaferri

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