L’orso – L’adolescente EP

Immaginate lo stereotipo della Milano grigia e nebbiosa rinchiuso dentro una palla di vetro che, agitata, fa venir giù note dei colori dell’arcobaleno. “L’adolescente” EP è proprio così e a scuotere la sfera magica è L’orso, uno e trino, due orecchie pelose che ne nascondono sei più “umane” (Mattia, Tommaso e Christian).

Non ingannino la grafica fiabesca (semplice e bellissima, curata da Giordano Poloni) o la lievità con cui ukulele e glockenspiel danzano fra loro: la post – adolescenza che si aggira nelle cinque tracce dell’EP non è una passeggiata al mare col sole che illumina gli occhi, è paranoia e flussi di coscienza, è futuro incerto e presente asfissiante, amori deludenti e amori delusi. Il tutto adagiato con delicatezza su un letto di spensieratezza musicale. Qualcosa di simile al fare le bolle di sapone con l’acqua salata delle lacrime e il detersivo per lavare i piatti. Indie – pop suonato con i guanti di lana azzurra a mezze dita, insomma.

Uscito col freddo di febbraio, l’EP si apre con l’autunnale Ottobre come settembre: congiunzioni astrali non sempre favorevoli e l’alba che illumina le vie di fuga. E poi prosegue fra acne, Ikea, postepay e hangover; scende un attimo a comprare le birre dai pakistani e ti rimane a canticchiare in mente per un bel po’; trasforma i vent’anni in poesia (abbiamo fatto l’amore sui romanzi incompiuti / stropicciando pagine incredibili / lasciandoci sopra i nostri figli /a mescolarsi con vodka e gin tonic) e si fa colonna sonora di quest’adolescentissimo duemilaundici.

Annachiara Casimo per Mag-Music

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