Joan of Arc – Life Like

Sui Joan of Arc non siamo abituati a leggere troppe parole. Talvolta bollati come privi di quel genio che fa la differenza, non sono mai stati annoverati tra le sorprese di questo o di quell’anno. A onor del vero può anche darsi che la band di Chicago non sia iscritta nel club delle band più originali e rivoluzionarie della storia, ma questo “Life Like”, registrato da Steve Albini (uno che la storia della musica l’ha segnata eccome), porta una ventata di freschezza nel lungo curriculum dei Joan of Arc fatto di ben tredici album in studio in quattordici anni. E questo di cui vi stiamo parlando è senz’altro il miglior album dagli anni Novanta, forse anche più interessante di “Eventually, All at Once” del 2006, il capolavoro mancato dei Joan of Arc.

Con i lunghi dieci minuti della prima traccia, I Saw the Messed Binds of my Generation, sono scattati subito i paragoni con i ben più noti ma meno floridi June of 44. Una lunga introduzione di sette minuti di post-rock canonico e ben strutturato, con la voce di Tim Kinsella a far capolino nei tre minuti finali, lo rendono il pezzo cardine dell’intero album. La successiva Love Life sembra la continuazione naturale del brano precedente, con gradevoli giri di chitarra sorretti da una batteria puntuale e precisa. Degne di nota anche le liriche di quest’ultima, sorprendentemente à la Ian Curtis (“And all we all require in common is desire”).

Con Like Mended e Life Force si ha la sensazione che i nostri abbiano voluto creare un album nell’album formato dai quattro pezzi iniziali. Il disco è, infatti, composto di due “side” come i vecchi vinili, la prima composta dai primi quattro brani, e la seconda dai restanti cinque. In effetti, la seconda parte dell’album perde un po’ rispetto la prima risultando meno incisiva. Sono ottime le sferzate noise di Night Life Style e le esplorazioni sonore di Howdy Pardoner e Still Life, ma spesso si ha la sensazione che manchi un vero brano che completi l’opera.

In sostanza ci sembra un album riuscito al 90%.  Geniale per certi versi, meno ispirato in altri passaggi. Ma tutto sommato da annoverare tra i migliori ascolti di questa estate 2011.

Andrea Russo per Mag-Music

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