AA.VV. – Il Cantanovanta

AA.VV. - Il Cantanovanta

AA.VV. - Il CantanovantaLe mie estati pre – 2000 erano piene di situazioni magiche, di eventi che si ripetevano sempre ogni anno, di attese. Passavo le estati “sotto casa”, a Marina della Lobra di Massa Lubrense, posto che si affollava (e continua ad affollarsi) solamente ed esclusivamente durante la stagione estiva: turisti, stranieri e non, e tanti villeggianti che avevano una casa da quelle parti. Ogni anno si conoscevano tanti ragazzi e ragazze, tanti nuovi compagni di gioco. Quando veniva per loro il tempo del ritorno a casa, ci si lasciava con una promessa: “Dai, ci vediamo l’anno prossimo!”. Avevamo appena dieci o undici anni, i cellulari non erano ancora molto diffusi e non sapevamo cosa fosse un’email: l’unico modo per rivedersi era aspettare un anno, o giù di lì.

Uno, anzi due, dei miei “riti” preferiti di quelle estati era vedere alla televisione il Festivalbar e comprare le relative compilation, la rossa e la blu, che raccoglievano tutti i maggiori successi del momento. Alcuni brani conosciuti tramite quel Festival tanto criticato rivivono ora nei due volumi de “Il Cantanovanta”, emozionante tributo (passatemi il termine) messo su da Garrincha dischi.

Ventisei gruppi coinvolti per altrettante hit, rivedute e corrette, quando non stravolte. Pezzi che ho consumato, altri invece che non conoscevo ma che ho apprezzato grazie a questa fantastica compilation. Vattene amore (Amedeo Minghi e Mietta) diventa deliziosa per mano dei Jang Senato, All that she wants (Ace of Base) è un inno garage grazie ai The Hunzikers (ovvero i LE-LI in versione rock ‘n’ roll), Serenata rap (Javonotti) convertita da L’orso acquista un tocco di romanticismo in più. E che dire di Feed from Desire (Gala), rifatta dal binomio 4fioriperzoe/Ofeliadorme? Un brano dance che diventa una splendida ballata. Capitolo a parte per nel dubbio che riprende 50 Special dei Lunapop trasformandola in una canzone per chitarra acustica e falò, davvero molto bella, mi ha ricordato che nel 1999 impazzivo per loro come oggi le ragazzine si strappano i capelli per Vasco Brondi/Le luci della centrale elettrica. Questi qui appena narrati sono solo alcuni estratti – i più riusciti – del primo volume. Nel secondo volume, invece, ci sono brani che non ricordavo per niente, ho quindi ascoltato gli originali e poi fatto un confronto con le cover: le interpretazioni altrui, a volte, sono molto più belle degli originali. Mi vien da citare tutta la tracklist, ma sarebbe una noia mortale, quindi mi limito a segnalare la vivace versione di Mare mare (Luca Carboni) dei The Walrus.

E alla fine dell’ascolto, ho visioni degli anni ’90, visioni senza pillole. E mentre alcuni miei contatti di Facebook pubblicano album di fotografie dal titolo “È il segno di un’estate che vorrei potesse non finire mai ♥”, io canticchio una vecchia canzone dei Righeira: “L’estate sta finendo e un anno se ne va, sto diventando grande, lo sai che non mi va…”.

Marco “C’est Disco Gargiulo” per Mag-Music

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