24 Grana – Pompei Lab, Pompei 11/09/11

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Francè, ci vediamo al Pompei Lab, sarà la prima volta che vedrò i 24 Grana dal vivo”. Ci siamo lasciati così, io e Francesco Di Bella, dopo il bel concerto dei Ballads – progetto acustico in duo con il chitarrista Alfonso “Fofò” Bruno – tenutosi a Massa Lubrense qualche giorno prima. Troppe volte i 24 Grana mi sono passati sotto il naso, senza la possibilità – ora un imprevisto, ora un altro… e sempre dell’ultima ora – di assistere ad un loro live. La data di Pompei mi ha permesso di sfatare questa maledizione. Instancabile, il quartetto continua il tour del loro ultimo parto, “La stessa barca”. Tanti chilometri, migliaia di persone, e dopo una data a Caserta e una a Torino, eccoli di nuovo in Campania. Comprensibilmente un po’ affaticati, ma capaci di sprigionare un’invidiabile energia. Un saluto veloce, ed ecco partire il concerto.

Salvatore, estratta dall’ultimo album, apre le danze. Ovviamente, il concerto è dedicato all’ultimo album in promozione ma la scaletta, a mia sorpresa, si compone di diversi episodi dei primi album dei Nostri. Come il numero due in scaletta, Introdub: nella mente, il video del pezzo, registrato dal vivo, con Francesco in versione “spiritato”. Finiti i flashback, seguono senza sosta La costanza, Kanzone su Londra, l’ultimo singolo Ombre, Ce pruvate Robè, Vesto sempre uguale, Accireme, la sempreverde Stai mai ‘cca.  Non si fermano mai, sono dei treni, e sprigionano energia da ogni poro.

Dopo più di un’ora di concerto la band lascia il palco, ci saluta a braccia aperte, ma il pubblico sa bene che è solo una piccolissima pausa prima dei bis. Ecco poco dopo uscire Francesco,  chitarra alla mano, che ci regala un’emozionante versione di Kevlar. Una parentesi intima e solitaria che ci prepara al rush finale. I 24 Grana ritornano sul palco e ci regalano ancora due pezzi: l’intensa Carcere e la catartica Canto pe nun suffrì (con annesso pogo).

E poi la fine, ringraziamenti infiniti, il pubblico in estasi. Il Pompei Lab è stato degnamente onorato.

Foto di Francesca De Fusco

Marco Gargiulo

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