Mezzala – Il problema di girarsi

mezzala - il problema di girarsi

mezzala - il problema di girarsiMezzala è pazzo di te, quello che volete“. Già. Ma più che “di te“, di tutti.

Da sempre un Numero6, con in mano la passione per il calcio da una parte e dall’altra l’attività di padre, il genovese Michele Bitossi, meglio noto come Mezzala, è giunto al suo primo lavoro solista, “Il problema di girarsi“, rilasciato sotto l’ala della fruttuosa Urtovox Records. E, proprio perché anche di Urtovox si parla, ascoltando questo lavoro verrebbe un po’ in mente “Attento a me stesso” di Alessandro Fiori. Ma con le dovute differenze. Se quest’ultimo album altro non era che una prospettiva di un sogno tradotto in un’ottima chiave musicale, tra giocattoli e reminescenze cinematografiche, l’opera solista del Bitossi è un po’ una continuazione solista dello stile che contraddistingue la sua band un po’ un incontro, il tutto reso completamente personale, tra lui e quelli che possono essere considerati i suoi colleghi, i suoi amici, ma anche le sue fonti di ispirazione.

Immaginatevi Ivan Graziani (Nella vasca coi Piranha) che incontra un Federico Fiumani addolcito (Cose che ho visto, Che fine faremo), ma anche i Beatles del “White Album” (Stai zitta fallo per noi), tutti uniti da una veste rock (anche se è riduttivo definirla solo così) permeata di quell’allegria rintracciabile anche nei Carpacho!, o nei Mariposa (appunto), mentre tutt’attorno sono disseminate penne stilografiche, quaderni, notti candide. Il contorno ideale per 12 canzoni (più una bonus track). E, di fronte a gente pessimista (“Che fine faremo? Che fine farò?” “Di merda!“), quest’uomo riesce a tenere duro. Senza sbagliare. Tipico di un “Rocker carbonaro“.

Gustavo Tagliaferri

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