Dente – Io tra di noi

dente - io tra di noi

dente - io tra di noiOttobre. Un’estate che da pochi giorni è giunta al suo termine, prima di riproporsi nei mesi a venire. Le reazioni sono ben visibili sia all’esterno, in particolare da parte della flora multicolore, la quale si dovrà preparare ad apparire per un po’ di tempo meno solare del solito, che all’interno, come testimoniato soprattutto dalle ruote di un ventilatore sul punto di compiere l’ultimo giro annuale, venendo di parola a tal evento. Anche queste visioni sono parte di noi.

Tra una stagione e l’altra però va tenuto conto del fatto che Irene non sia mai stata una visione. Perché è una figura che ha resistito nel tempo, e che ancora oggi manifesta la sua presenza, mentre gira nell’aria la voce di Charles Aznavour. Giuseppe Peveri, ovvero Dente, è l’uomo che l’ha scelta come musa ispiratrice, mettendo in discussione le storie sulla sua cecità e sulla sua santità. E ritrovandosi ad avere con lei una relazione ambigua. Un rapporto da sintetizzare in un solo modo: “Io tra di noi“.

Non serve a niente fare finta di niente, come se io e te non esistesse più“.

E, proprio perché si parla anche di stagioni, all’allegria si sostituisce in gran parte un alternarsi ondivago di pensieri, che lo porterà ad immedesimarsi come “lungo inverno” davanti alla sua donna, ormai identificata come “la bella estate”, nel loro status di “Rette parallele“. E ritornano in mente i mesi addietro, le spiagge brulicanti di mare, raggi solari e percussioni pregne di allegria, momenti distaccati dal “Piccolo destino ridicolo” di chi si è conosciuto solo attraverso l’ADSL, per quanto non ci sia tecnologia che tenga.

Io s, da lì te non ti muovi, anche se io ho palesemente, voglia di te“.

Ma anche su questo fatto va messo più di un “puntino sulle i”. Come ha fatto Irene a resistere per tutto questo tempo? Tutto ciò è stato possibile anche grazie alle cose più insolite. Una “Settimana enigmistica” sfogliata nel corso di una “Settimana enigmatica“. “I re ne vogliono di più semplici“. Eccome.

Terrestri “Saldati“, per loro stessa definizione, saldati sulla terraferma, “Da Varese a quel paese“, anche senza trovarsi necessariamente a Varese. Un cammino della vita che nemmeno i Dire Straits. E con un tono meno battistiano di quando le note che uscivano erano quelle che formavano più di una frase: “L’amore non è bello”. L'”Anima latina” che tanto si faceva risentire ai giorni nostri adesso assume un ruolo minore e lascia spazio a un Dente, come da sua stessa definizione, malinconico.

Giudica tu se il cielo sta venendo giù“.

Forse il giudizio universale è prossimo. Forse invece lo è il “Giudizio universatile“. Forse il cielo sta venendo giù in un altro modo. Fatto sta che questo non è niente, anzi, “Due volte niente“, davanti a quella che è l’atmosfera che predomina in un disco composto da dodici canzoni.

Questo è quasi tutto quasi tutto quello che ho scritto, alzandomi dal letto, c’è un bagno dietro i fogli da disegno, in quella notte poco complicata, in quella notte senza vestiti, in quella notte dentro casa tua, e adesso lo sai“.

Essere “io tra di noi” è sentire tanto caldo anche durante l’inverno. “Io sì“. Tra di loro. Dentro una storia vellutata e avvolgente da sfogliare più volte, come se ci si stesse imbattendo in essa tramite un libro.

Alla faccia del “Cuore di pietra“.

Gustavo Tagliaferri

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *