Eric Sardinas & Big Motor – Harmonie, Bonn 08/11/11

Non dà fuoco alla chitarra stasera, Eric Sardinas, sul piccolo palco dell´Harmonie di Bonn. Non ce n´é bisogno: il fuoco, sul palco, é già acceso, fin dalle prime note. Fin dalle prime sferzate sulla chitarra, dai primi colpi alla batteria, dalle vibrazioni profonde del basso. Ed è subito blues. Di più, è il blues elettrico di Eric Sardinas, che porta a Bonn l´ultimo album, “Sticks and Stones”, accompagnato da Levell Price al basso e Chris Frazier alla batteria. Un triangolo di ritmo e di energia in sintonia perfetta, che alterna pezzi veloci dallo spirito rock al blues classico ritmato, al pezzo acustico di chitarra, agli assoli di basso e batteria.

Eric Sardinas domina la scena, semplicemente impeccabile nell´abbigliamento quasi fin troppo fine per un cowboy: pantaloni stretti neri ricamati, la zampa larga che cade sugli stivali di pelle nera. Suona anche quelli Sardinas, i suoi stivali: il palco trema sotto colpi secchi di tacco che ritmano le canzoni, e tutto è musica. Musica di fuoco e di velluto, come la camicia perfetta, maniche larghe e cadenti, che lasciano liberi gli avambracci, nella presa sicura della chitarra. E la chitarra si arrende alla maestria dello sciamano, gli assoli liberano vibrazioni come serpenti, nella sala del piccolo locale, si attorcigliano alla gola nelle melodie malinconiche del blues; le mani di Sardinas si muovono con velocità e sicurezza disarmanti sulle corde, mentre la voce, incredibilmente matura per il giovane chitarrista, accompagna la sua musica. Sotto il cappello da cowboy e la cascata di riccioli neri, non si vede che la bocca del bluesman, piegata in infinite smorfie a seguire le melodie che salgono su dalle mani, alla testa, oltre il soffitto, fino al cielo. Poi lo sciamano si allontana dal palco, per lasciare soli il basso e la batteria, in un duo travolgente. Anche il basso ora esce di scena e Chris Frazier attacca un assolo instancabile, lungo e potente, che toglie il fiato al pubblico nel continuo cambio di tempo, nello sfacciato roteare di bacchette a cui gli occhi non stanno dietro. Non si ferma, Frazier, non si ferma mai, nemmeno quando pensi che sia la fine, ché allora risalgono sul palco gli altri due “moschettieri” e riattaccano tutti insieme con forza, non c´è tregua, riparte il blues.

L´unica nota stonata: il pubblico. Non mi abituerò mai al pubblico “ricercato” dei piccoli locali, che sono fantastici perché sembra di starci proprio sopra, al palco, ma che sono frequentati da spettatori che, per la maggior parte, ascoltano il blues con le orecchie, non lo sentono col cuore. È placido e tranquillo, il pubblico dell´Harmonie, presente ma quasi immobile, mentre la musica di Sardinas non lascia scampo: ti prende e ti possiede, irruente e dolce, violenta e delicata, e tu non hai scelta, ti devi muovere. La musica del demonio, il blues. Ma la band, quel pubblico fiacco, lo ama lo stesso, glielo dice, che lo ama, e lo ama davvero, perché ama la sua musica.

Infatti, ritornano, i tre cavalieri, dopo lo show, a firmare autografi e a scambiare battute col pubblico. Scherzano e chiacchierano con tutti, ringraziano e sorridono, con straordinaria simpatia. Noi torniamo a casa con gli autografi sui poster e negli occhi, ancora nitide, le immagini di uno show indimenticabile. E pedalando verso casa, sulle strade e sui ponti, nell´aria fresca autunnale di Bonn, anche lo scricchiolare delle biciclette adesso sembra seguire il ritmo incalzante della musica di Eric Sardinas & Big Motor. E oggi tutta la notte tedesca pulsa ancora al suono del blues.

Foto di Jörg Schneider

Tania Rusca per Mag-Music

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