Dellera – Colonna sonora originale

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Dellera - Colonna sonora originaleIl cinema deve aver segnato profondamente l’indole di un personaggio come Roberto Dell’Era, noto ai più principalmente per essere l’attuale bassista degli Afterhours, ma anche per aver preso parte di recente al 45 giri “Il lato beat Vol.1”, contrapponendosi, con Il beat cos’è, al Precipitevolissimevolmente alla coppia Dente – Il Genio grazie al supporto dei Calibro 35.

E come il cinema proprio il beat non si esclude abbia dato un ulteriore contributo. Anche perché non è un caso che siano due degli elementi imperanti in quella che è la sua prima vera e propria opera in studio, “Colonna sonora originale“.

Un titolo che dice tutto, dal momento che le sue undici canzoni potrebbero essere la proiezione audio di un immaginario lavoro che vede Dell’Era stesso come regista, compositore e sceneggiatore, e forse anche attore: inseguimenti, scene d’amore, rivelazioni e colpi di scena. Un insieme di storie possibili in quelli che potrebbero essere gli anni ’60 nei nuovi anni ’10.

Sia che ci sia stato il contributo di qualche ottimo compaesano nella stesura (Diego Mancino, nel caso della romantica Ami lei o ami me, con il suo incedere vintage, e la più ritmata La meraviglia, oppure Cesare Basile, in Oceano Pacifico Blue, assieme a Gianluca De Rubertis, e nell’improvvisata Io e te), ma anche di musicisti originari della terra dove Roberto ha passato la sua infanzia (Micky Greaney per Il motivo di Sima, Tim Middleton per Le parole), sia che spetti al singolo autore il compito di raccontarle (Per niente al mondo, Fine Bobina (La Memoria), quest’ultima una diretta continuazione di Oceano Pacifico Blue).

Tra archi quasi Drakeiani che flirtano con chitarre soggette a cambi di umore e un’indole tipica di chi ha appreso molto da una certa “vecchia scuola”, se si aggiungono dei bijoux come l’incalzante e simil-post-moderna Il ragazzo in motocicletta, la cantautoriale Il tema di Tim e Tom e la coda psichedelica (definita così anche da lui stesso) di Giorno dopo giorno, la pellicola che ne viene fuori non può che essere godibilissima, tanto da invogliare ad una seconda visione. Ma anche una terza. Titoli di coda inclusi.

Ti ricordi quando tu mi amavi e ti amavi, ti ricordi quando eri vivo, eri vero, tu sei solo adesso dentro il blue“.

Lo stesso “blue” che li caratterizza.

Gustavo Tagliaferri

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