Silicon Dust – Different Universe Story Tellers

Strade, palazzi e marciapiedi vibrano come se fossero stati presi d’assalto da una serie di onde sonore anomale, supersoniche. Cosa che corrisponde al vero, poiché quelle stesse onde provengono dalle casse di un gruppo di alieni intenzionati a dare un’occhiata per la prima volta a tali zone. Ma non alieni qualunque, se viaggiano su una navicella chiamata Silicon Dust e i nomi dell’equipaggio sono Naro, Spin e Rebr.

Alieni aventi la voglia di muoversi e di far muovere nel sangue, e la sfoggiano servendosi di bassi a volte assassini a volte frenetici, molto devoti alle atmosfere dei Chemical Brothers più tirati e dei Prodigy (in particolare quelli di Experience, ma non sono da meno diverse opere successive). Play With You è un invito al ballo in chiave tecktonik, Fargard è un energico schiaffo in faccia all’ipocrisia, Time Wave porta, con il suo groove, ad un autentico blocco della dimensione temporale, Keystone potrebbe essere la risposta ad una certa Escape Velocity. E non si lasciano sfuggire neanche la trance, sia essa priva di contaminazioni (Illogically) o addirittura vocal-tech (Noises, Pink Think Noise). Fino al climax finale di stampo uplifting raggiunto con canzoni come Under 2 Suns e Goodmorning.

Insomma, degli alieni che non si lasciano mancare niente. E che sono delle presenze graditissime all’interno della Terra. Oltretutto con connotati tipici degli abitanti della città che hanno preso di mira. Ah, i bei casi della vita!

Gustavo Tagliaferri per Mag-Music

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