Intervista ai Ruggine

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Con oltre un anno di colpevole ritardo (nostra culpa) rispetto all’uscita del disco, l’ottimo “Estrazione matematica di cellule”, intervistiamo i cuneesi Ruggine.

Siete stati paragonati al Teatro degli orrori. Recentemente anche ai The Death of Anna Karina con “Lacrima / Pantera”, il loro ultimo album che segna il passaggio dall’inglese all’italiano, è stato fatto lo stesso paragone. Visto i confronti azzardati, chi dobbiamo incolpare di tutto questo? Noi critici che esaltiamo la nostra “ignoranza” facendo comparazioni di questo genere?

I Ruggine sono un gruppo che da sempre ha cercato di dare un’impronta personale a quello che fa , c’è sempre stato uno sforzo in questo senso e, aldilà delle influenze, inevitabili e che sarebbe da stupidi nascondere, non abbiamo mai fatto nulla per semplice imitazione di ciò che già era stato fatto da altri. Nella scrittura dei pezzi abbiamo sempre voluto essere i Ruggine e mai la copia di un gruppo diverso dal nostro. Poi ovviamente i paragoni con gruppi del genere fanno sempre piacere, però l’impronta personale che cerchiamo di dare ai pezzi, e che da sempre abbiamo cercato di dare, è una cosa alla quale teniamo davvero molto e ci sembra giusto ribadirlo. Il paragone con lo stesso Teatro degli orrori, ad esempio, è uno di quelli che ci lusinga, ciò che dispiace è invece l’ignoranza di chi descrive noi come un gruppo che dal Teatro ha preso addirittura troppo, senza sapere che i Ruggine sono nati e hanno cominciato a fare quello che fanno molto prima che loro si formassero. Troppo spesso si da per scontato che gruppi semi-sconosciuti come il nostro per emergere, farsi conoscere ed apprezzare cerchino per forza di copiare ciò che già si conosce e sembra funzionare in ambito musicale. Ogni tanto invece bisogna anche capire che c’è chi cerca di metterci del suo e si fa il culo per farlo.

Come nasce “Estrazione matematica di cellule”? A freddo, che giudizio date al disco?

È stato un lavoro lungo, una cosa che aspettavamo di fare da tanto tempo. Dopo un paio di demo, uno split con i Fuh ed un promo, questo è stato a tutti gli effetti il nostro primo vero album e c’era una voglia pazzesca che arrivasse questo momento. È quello che aspetti di fare da quando prendi gli strumenti in mano per la prima volta da ragazzino e dopo averci giocato per un po’ di tempo capisci che con quegli strumenti ci puoi fare qualcosa di bello. All’inizio c’era grande esaltazione, finalmente avevamo per le mani qualcosa di nostro, fatto da noi e per la quale avevamo investito molto. Ora lo guardiamo ed ascoltiamo in un modo anche un po’ più critico. È giusto così, serve magari anche a non commettere più nel futuro alcuni errori che all’inizio inevitabilmente si commettono. Il giudizio al disco rimane comunque buono, sicuramente. Siamo ancora fortemente legati ai pezzi che compongono “Estrazione matematica di cellule”.

Avete una line up singolare, con due bassi. Mi sono venuti in mente i torinesi Fluxus, uno dei più grandi gruppi che l’Italia abbia potuto produrre.

Grandi Fluxus. Il loro è un nome che saltuariamente viene in mente a chi vede i nostri concerti, sicuramente la line-up con due bassi aiuta molto e magari anche la provenienza visto che noi siamo molto vicini a Torino. In realtà abbiamo avuto modo di conoscerli musicalmente solo da quattro/cinque anni, all’interno di quel “giro” per noi il gruppo fondamentale era ed è rappresentato tuttora dagli Angeli (altro gruppo di Roberto “Tax” Farano). Degli Angeli tutti e quattro conosciamo davvero ogni singola parola ed ogni singola nota da quando abbiamo quindici anni.

Oltre ad essere disponibile in cd prodotto dalla Escape from Today Records, l’album è anche disponibile in download gratuito.

Abbiamo stampato cinquecento copie su cd digipack ed abbiamo deciso di mettere il disco anche in download gratuito, per favorire l’ascolto delle nostre canzoni a quante più orecchie possibili. Escape from Today in tutto questo ci ha dato una mano enorme, sia per quel che riguarda la pubblicazione dell’album, che per le possibilità che ci hanno dato di suonare in occasioni importanti e stimolanti allo stesso tempo, come il No Fest.

Fujiko è una disperata canzone d’amore, uno dei momenti più belli dell’album. Com’è nata?

Fujiko è uno dei brani a cui siamo più affezionati in assoluto. Anche noi l’abbiamo sempre considerata un po’ come la canzone d’amore dei Ruggine e la cosa ci fa pure un po’ ridere, ma è così. Non ricordo bene come sia nata, credo che Fujiko fin da subito si sia evoluta in una canzone più sofferente e struggente delle altre senza motivi particolari, perché doveva andare così. A noi semplicemente emozionava molto ed è per questo che tuttora ci sentiamo molto legati a questo pezzo.

In un’intervista su Blow Up dell’anno scorso, Emidio Clementi cita i Ruggine come eredi, nelle parti più declamate, dei Massimo Volume. Che cosa pensate di “Cattive abitudini”, il loro ultimo lavoro che ha segnato il loro ritorno sulle scene? C’è un filo sottile che unisce il loro primo album “Stanze” al vostro “Estrazione matematica di cellule”…

Ecco, i Massimo Volume davvero sono stati uno di quei gruppi fondamentali per i Ruggine. Ma aldilà dell’aspetto prettamente musicale e delle influenze che inevitabilmente hanno avuto su di noi nel corso di anni di ascolti.  I Massimo Volume sono i Massimo Volume, è complicato descriverli.  O non li sopporti o li adori.  Noi li abbiamo sempre adorati. Non credo che Emidio Clementi si riferisse ai Ruggine come a degli eredi dei Massimo Volume, penso piuttosto che in alcune cose ci trovasse dei punti in comune. Sapere di questa intervista è stata una grandissima e bellissima sorpresa. Per noi essere arrivati alle loro orecchie ed essere stati menzionati in una loro intervista aveva avuto molto più significato di essere magari recensiti con un dieci in una qualsiasi rivista musicale, questo per il legame affettivo che abbiamo sempre avuto nei confronti dei loro dischi. “Cattive abitudini” è uno tra i loro album migliori in assoluto. Rispetto agli altri lavori ho trovato una maturità ed una cura per i dettagli ancora maggiore. E poi ha degli arrangiamenti della madonna. Forse è questo che lo differenzia dai primi album. Al contrario, l’urgenza comunicativa più acerba e più grezza che caratterizza i primi lavori come “Stanze” è quello che probabilmente tu definisci come il filo sottile che in qualche modo lo collega ad “Estrazione matematica di cellule”.

È passato quasi un anno dalla pubblicazione di “Estrazione matematica di cellule”, avete già iniziato a scrivere del nuovo materiale?

Per fortuna sì. Non siamo esattamente il gruppo più veloce nello scrivere i pezzi.  Ora ne abbiamo qualcuno pronto e ne siamo parecchio soddisfatti;  appena ne aggiungeremo altri tre/quattro ci sarà l’album nuovo.

Marco Gargiulo

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