MaScara – Tutti usciamo di casa

Li avevamo lasciati nel 2010 con l’EP “Amore e filosofia” dove già ci avevano dimostrato di saper giocare con le sonorità anni ’80, sputare fuori testi ricercati, raccontare l’amore contorto. Quest’anno i MaScara sono tornati con un tema diverso: la vita, in particolare quel passaggio spesso critico, che va dalla giovinezza alla vita adulta.

Nel sound, tanti bei richiami a cominciare dai primi Litfiba, ai Diaframma, agli Editors, agli Arcade Fire. Riverberi e distorsioni, incursioni di chitarre, shuffle elettrici, e una voce intensa che passa da toni cupi a quelli più docili. Tale passaggio viene narrato senza dimenticare ciò che è stato, valorizzando origini, ricordi, valori ereditati, procedendo per la strada del cambiamento, della maturazione.

Il disco è prodotto da Matteo Cantaluppi e Matteo Sandri, già noti per importanti collaborazioni con Canadians, Nesli e Rezophonic.

L’opener è Dorian, riferimento chiaramente wildiano, per esprimere quel sentirsi invincibili di quando si è piccoli, quella voglia e la forza di poter fare qualunque cosa ma scoprire poi col tempo, che questa sorta d’immortalità non ci appartiene in fondo. La tappa più difficile è nel secondo passo del disco, I giorni di Urano contro, prendere coscienza e accettare il cambiamento. Quest’ultimo è uno dei brani più belli di quest’uscita, perché si fa sentire e in un modo o nell’altro l’ascoltatore ci si ritrova dentro, a riflettere, tra le lontane sonorità smithsiane.

“Se vendessi il mondo terrei un qualcosa che mi parla di te”.

Quello che lascia dentro, è una speranza, quella di poter cambiare, affrontare l’età adulta, avendo la possibilità di portarsi dietro lo scatolo dei ricordi e un po’ d’infanzia in fondo al nostro ego.

Diventare padroni di se stessi invece, è quello che rimane impresso ascoltando la title-track, di cui è già online il video. Un rincorrersi d’immagini, un lago del passato, dei bambini in barca seguiti poi da qualche fotogramma del presente, dove Lucantonio, Claudio, Marco, Simone e Nicholas sono già sull’uscio di casa.

Altri brani da citare: Da uomo a uomo, la cui particolarità sta soprattutto nel coro di bambini che chiude il pezzo, Tempo prendimi per mano, che si rivolge al tempo, a quello trascorso e a quello che ancora sta scorrendo e L’ultimo viaggio di Argo, che lascia spazio alle generazioni future.

Tutti usciamo di casa” è un concept album con un piede nel passato e lo sguardo aperto al futuro. Una sorta di autoanalisi, un desiderio di confronto, un guardarsi indietro, un rovistare nelle tasche, apprezzare ciò che si è ricevuto, cercare forse qualche amuleto, una lettera al proprio genitore per ringraziare, lanciare un’ultima occhiata alla propria cameretta e sperare in un futuro dignitoso.

E quindi: “Cos’è la vita? Non lo sai che prima o poi tutti usciamo di casa?”.

Carmelina Casamassa per Mag-Music

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