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Published on aprile 19th, 2012 | by Mag-Music

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Gazpacho – March of Ghosts


Immaginate una notte buia e tempestosa, una casa abbandonata sulla cima di una tetra collina, silenzio totale. Siete lì, completamente soli, a passare una notte nelle tenebre. A farvi compagnia solamente una processione di spiriti desiderosi di narrare le loro ultime gesta prima del trapasso. Non siamo in un racconto di Edgar Allan Poe e nemmeno nel cimitero di Spoon River, ma nell’ultimo disco della prog band norvegese Gazpacho.

A differenza del precedente lavoro “Missa Atropos”, il nuovo “March of Ghosts” più che un concept può essere definito come una raccolta di racconti brevi, ognuno incentrato sulla storia di qualche spirito vagabondo. L’ascoltatore, ricalcando uno dei topos letterari più celebri, interpreta la parte del viandante che durante una notte incontra queste anime e decide di ascoltare le loro storie. Come in ogni prog album che si rispetti la traccia introduttiva serve a creare la giusta atmosfera sonora: Monument, con synth ad ampio respiro e violini malinconici, apre alla saga di Hell Freezes Over, storia che si dipana in quattro tracce lungo tutto il disco. I Gazpacho confermano ancora una volta la loro grande fantasia compositiva, con registri musicali ed emotivi in continua mutazione, anche grazie alla camaleontica voce di Jan-Henrik Ohme, capace di passare da sussurri malinconici a energetici falsetti senza battere ciglio. Niente da obiettare sulle capacità tecniche del resto della band: la sezione ritmica non sbaglia un colpo, sempre originale senza mai strafare, capace di suonare sempre nell’ottica del brano. Particolarmente riuscito l’intreccio tra chitarre, tastiere e violino: nessuno dei tre strumenti prevale prepotentemente sull’altro, risultando sempre in un muro sonoro ricco e sfaccettato, dove ogni melodia mantiene intatta la sua identità parallelamente alle altre.

Le atmosfere di “March of Ghosts” sono ora angosciose, claustrofobiche, ora eteree e sognanti, ora energetiche e quasi liberatorie. Sembra veramente di essere lì, immersi in un mondo onirico, e assistere alla marcia di queste anime irrequiete: a fine ascolto la sensazione è quella di essere sfuggiti a un lungo e buio tunnel nel cui fondo finalmente si riesce a intravedere la luce. I Gazpacho mescolano alla perfezione narrazione e atmosfera, e trasformano la musica in qualcosa di più che semplici melodie o puri tecnicismi. Scoprirete che passare una notte in compagnia dei propri fantasmi interiori non è poi così male.

Dario Marchetti per Mag-Music


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One Response to Gazpacho – March of Ghosts

  1. Christian says:

    e BRAVO Marchetti!!! ;)

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