Intervista agli Heike Has The Giggles

Forti dei consensi suscitati dal precedente album “Sh!”, gli Heike Has The Giggles rinnovano la sfida con un altro lavoro, “Crowd Surfing”. La parola alla band.

– Per molta gente, sia del pubblico che della stampa, gli Heike Has The Giggles sono stati una delle rilevazioni del 2010. È stato per voi un fardello pesante da portare al momento di lavorare a “Crowd Surfing”?

– In un certo senso sentivamo che poteva esserci un po’ di “attesa” per questo disco perché ad esempio già qualche mese prima dell’uscita avevamo una ventina di date fissate, quasi sulla fiducia potremmo dire… ma non è stato un peso, se mai è stato un grande incoraggiamento che ci ha spinto a fare ancora meglio di quanto già non ci fossimo prefissati. In generale ci sentiamo abbastanza sicuri di ciò che proponiamo, nel senso che cerchiamo di andare dritti per la nostra strada facendo principalmente ciò che ci piace e ci sentiamo, e questo spero ci aiuterà sempre a evitare tante paranoie. La parte complicata è stata trovare la formula che ci soddisfacesse di più, c’è voluto diverso tempo per arrivare al risultato finale. Il primo disco era stato registrato live in tre giorni, di getto, costituiva una sorta di fotografia di quello che eravamo in quel momento, quindi in un certo senso il processo era stato molto più immediato. I pezzi di quest’album invece sono nati con un approccio più attento, dopo tre anni di esperienze live in giro che inevitabilmente devono averci fatto crescere, e quando siamo arrivati in studio abbiamo voluto starci più tempo – una ventina di giorni – per capire bene cosa fare. È stato tutto più ponderato e quindi più intenso.

– Ancora una volta avete prodotto autonomamente il disco con l’aiuto di Marco Caldera. Avete mai pensato di lavorare con l’assistenza di un altro produttore? Se sì, con chi vi piacerebbe lavorare?

– Marco è il nostro manager, fonico, ci segue sin gli inizi e ci ha sempre aiutato e dato consigli preziosi praticamente su ogni aspetto che ci riguarda. In realtà per “Crowd Surfing” lui è stato con noi in studio solo per le pre-produzioni e non durante le registrazioni del disco vero e proprio (come invece era successo per “Sh!”). Non è stata una scelta semplice, ma abbiamo sentito il bisogno di prenderci i nostri tempi e fare un disco che fosse nostro fino in fondo. Naturalmente l’idea di lavorare con altri è una cosa a cui abbiamo pensato, principalmente perché ci erano anche arrivate delle proposte, ma abbiamo sentito non fosse ancora il momento giusto per fare questo passo; collaborare con qualcuno è una cosa seria, che presuppone un incontro e uno scambio reciproco… e non appena troveremo la persona giusta, non ci penseremo due volte, siamo aperti a ogni tipo di possibilità.

– Com’è nata la collaborazione con la Foolica Records, una delle etichette che negli ultimi due anni, in fatto di uscite interessanti, non sta sbagliando un colpo?

– In pratica ci siamo incontrati grazie a Marco, anche se in realtà c’erano già stati dei contatti ai tempi del primo disco, quindi in qualche modo c’eravamo già “fiutati”. La collaborazione è iniziata ufficialmente con l’uscita di un vinile 7” che ha anticipato ‘Crowd Surfing’ e ci siamo intesi fin da subito, oltre al fatto che è vero un piacere far parte di un roster di band che sentiamo vicine e che stimiamo.

– Suonate molto dal vivo, soprattutto in patria, ma non mancano i prestigiosi festival all’estero. Avete mai pensato di scegliere ulteriori luoghi per la pubblicazione dei vostri lavori, come, per dire, gli Stati Uniti?

– Ci stiamo lavorando! Grazie a Foolica, a brevissimo i nostri due album usciranno in Giappone per Flake Records… ne siamo molto felici e speriamo di trovare tante altre collaborazioni di questo tipo per diffondere sempre di più la nostra musica.

Marco “C’est Disco” Gargiulo per Mag-Music

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