Brunori Sas – È nata una star?

Brunori Sas - È nata una star?

Brunori Sas - È nata una star?Se qualche anno fa avete incontrato per strada certi “poveri cristi”, sappiate che stavolta per i viottoli cosentini e brunoriani incontrerete tutt’altro: un asino travestito da leone, una giraffa morta, un amore disilluso, un cuore a pellet… sì, perché mentre Dario Brunori se ne va in giro senza baffi e in versione acustica a riempire locali, circoli e piazze, la sua voce si fa spazio anche al cinema!

Il disco in questione è “È nata una star?” e si tratta della colonna sonora dell’omonimo film (diretto da Lucio Pellegrini ed è tratto dall’ultimo libro di Nick Hornby) che vede protagonisti Rocco Papaleo e Luciana Littizzetto. Le tracce sono venti: dodici composte dalla Brunori Sas, precisamente quattro intermezzi strumentali, sette canzoni inedite, più Tra milioni di stelle del disco precedente, ed altre sei dal compositore Gabriele Roberto. Solo due i pezzi non inediti: Sono come tu mi vuoi, versione Summit Studio, e Hot and Bothered (Duke Ellington), in chiave Ap Beat.

Dodici brani che uniscono il pop alla musica d’autore e un leggero senso d’ironia alla delicata malinconia tipica di Brunori. Canzoni piuttosto semplici, ma ben arrangiate. La sorpresa sta nella nuova veste strumentale presente in brani come Melodia a me o Come neve, ma ad essere sinceri, non sono molti i brani che meritano l’ascolto ripetuto. Ad ogni modo, sono da citare Meglio di niente, dove ancora una volta si cade nel giro di ricordi anni ’80, una nostalgia quasi sbiascicata tra una Sambuca e un Cynar, La giraffa morta, brano a dir poco surreale, L’asino e il leone, dove si gioca di metafore, corazze e illusioni e Porno ‘82, che fa il verso a Guardia ’82, inclusa nell’esordio di Brunori.

Non avendo visto il film, è da prendere in considerazione l’ipotesi che questi brani potrebbero acquistare una qualità in più dentro una sala di un cinema. Eh sì, è vero che si tratta di una colonna sonora e non di un disco vero e proprio, ma manca di un “pezzo forte”, cosa che invece ci aspettavamo…

Carmelina Casamassa per Mag-Music

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