Edipo – Bacio battaglia

Prendendo spunto da un notissimo personaggio mitologico e da una storia che l’ha segnato imperituramente, si può dire che oggigiorno quello del complesso sia un concetto, oltre che uno stato mentale e psicologico, che riguarda eccome un Edipo. Ma, nel caso di un ragazzo che all’anagrafe fa Fausto Zanardelli e il cui disco d’esordio “Hanno ragione i topi”, datato 2010, ha lasciato intuire la verve, la simpatia e l’ironia che si celano dietro un look barbuto e occhialuto come il suo, è chiaro che le carte in tavola appartengano ad un altro mazzo come siano parte di un’altra storia, tanto da vedere la propria continuazione proprio in un secondo album come questo “Bacio battaglia“, sempre per Foolica Records. Chi magari ha supposto qualche collegamento con lo stesso Complesso che aveva ripreso in chiave comica With or Without You degli U2 non può che ritrovarsi, quindi, fuori strada.

Quella di Edipo è una dimensione dove si parla delle cose piccole e fallaci come delle cose grandi e vitali, sezionandole e vedendoci i lati comici e i più disperati, per non dire degradanti. E’ facile quindi trovarci Rockit, il Mi Ami, i suoi cliché, la questione relativa al cast, tutto visto in chiave electropop, ma anche la decisione, presa all’ultimo minuto, di partecipare ad esso (Idroscalo: “…ma tanto lo so già che ci si vede là“), i guazzabugli che possono avvenire nel corso della registrazione di un disco (l’ipnotica Colpa del fonico), oppure un hip-hop attraverso cui rappresentare il lato più irruento della propria personalità, difficile da controllare singolarmente, anche quando si tratta di sciocchi dispettucci (Cattivo), per non parlare poi dello one man scratch che sembra fare il verso al Jovanotti d’inizio anni ’90 per parlare della gioventù odierna (Il mondo ha perso), ma anche di quella fetta che è frustrata dalla concezione attuale del lavoro e cerca una possibile via di fuga (La classe operaia va all’inferno), soluzione che li accomuna con chi vuole distanziarsi in ogni modo da chi ritiene necessario ed indispensabile il servizio militare (Ambulanze: “Tu spari, io spero… di no. Tu battaglia, io bottiglia“).

Comunque a Zanardelli di certo non manca la leggerezza, della quale si serve, con un’aria a metà tra il fu Vasco Rossi e Daniele Silvestri, per cercare di profilare I nudisti del mar baltico e i passanti che girano intorno ad essi, in ambienti a lui non tanto consoni, magari le stesse spiagge i cui chioschi offrono di tutto e di più, ma senza garantire le giuste soddisfazioni (la battiatiana I baristi stagionali), oppure, nella ballata E a dire me ne vanto, per farsi un autoritratto con tanto di disavventure trascorse in passato, mettendosi allo stesso livello di quel pallone da calcio (Supertele) che prima o poi decide di cantarle di santa ragione a chi l’ha preso a calci troppe volte nelle occasioni inopportune. Paradossale, eppure possibile, specie in un periodo che profuma proprio di mare.

Sono ulteriori caratteristiche che fanno di “Bacio battaglia” un concentrato di humour che incuriosisce senza dubbio, e di conseguenza convince, confermando quelle che sono le doti di Edipo, un personaggio il cui aspetto può facilmente trarre in inganno, perché potrebbe nascondere qualcuno che è molto simile a diversi di noi. Anche a livello di sound.

Gustavo Tagliaferri per Mag-Music

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *