Virginiana Miller – Gelaterie sconsacrate

virginiana miller - gelaterie sconsacrate

Tutti al mare, tutti al mare, mamma chiama i bambini per farmi giocare con loro sul mare ma riesco a fuggire, e ogni tanto mi accorgo che babbo si perde a guardare le donne del mare, tutte nude, tutte al mare“.

Il remoto 1997 è stato un anno di svolta per quanto riguarda il livornese. Lentamente si stavano muovendo, già dall’inizio del decennio, un gruppo di ragazzi intenzionati a raccontare di tutto e di più di quanto avevano vissuto e di quanto stavano vivendo del loro presente. Sotto la scuderia della Baracca & Burattini (già con Frangar Non Flectar e Baustelle), e capitanati da Simone Lenzi, questi erano, e sono tuttora, i Virginiana Miller, e “Gelaterie sconsacrate” è stato un album che ha sancito ulteriormente la diffusione di un nuovo pop rock con chiare linee cantautorali, esattamente come i romani Elettrojoyce, ma con qualche dissonanza sonora in meno. Il consolidamento di una corrente che avrebbe compreso i vari “Italiamobile” e “La verità sul tennis”, fino a “Il primo lunedì del mondo“.

È il 2012 e sono passati ben quindici anni da quella prima stampa, ormai divenuta una rarità tra i più. Un grido al miracolo improvvisamente si lascia andare proprio agli albori di cotanto anniversario: “Gelaterie sconsacrate” è di nuovo tra noi, per chi se lo è lasciato sfuggire all’ultimo, per chi lo ha perduto negli anni, magari anche per chi se lo è vissuto giorno dopo giorno. Un artwork nuovo di zecca dove un edificio che si erge su un ambiente innevato sostituisce quella foto sfuocata, così scarna e contemporaneamente visionaria scelta in origine, facendo una più che bella figura, e non è la sola sorpresa addizionale.

Sera di sabato e di vino, preziosissimo vino, mani sul tavolino che strisciano e bussano chiamano il seme di cuori e di fiori neri, maresciallo, io stavo tranquillo, bevevo, quando la porta si aprì, entrò il vento e col vento entrò lui. Satanasso gli tocca le labbra e gli mette in bocca le parole: Corri, corri, corri, corri a casa, corri la tu’ moglie è con un ‘omo“.

Risentire, con i tempi che corrono, Tutti al mare, nelle sue due versioni, quella selezionata come singolo e quella “autunnale”, il sollazzo contro la malinconia, i fiati di chiusura schizzati, da post-manicomio, liberi come l’aria, contro l’isolamento della propria chitarra acustica, è una delle tante soddisfazioni che dà una ristampa simile. Non da meno Dötlingen, narrazione sulle insolite vacanze di Adolf Hitler, o i ritratti appartenenti a se stessi (Curriculum) o a strani figuri come “L’uomo di paglia” e “L’agente al Cairo“, persi nei loro passi furtivi, o il susseguirsi tra il rocambolesco french touch di Nouvelle cuisine e il placato incedere d’organo di Caesar Palace, prima della breve cronaca in tempo reale durante un rapporto di Venere Nettuno belvedere. Mentre “L’estate è finita” anche non essendo ancora cominciata, e i “Merenderi“, da semplici merendine, entrano in contatto con gli esseri umani, recandosi tutti assieme lungo quella via che porta all’echeggiante, come da percussioni introduttive, Altrove.

Ma la chicca finale è quella You & me inc. che ha finito per diventare un mero outtake dell’opera, invece di essere inserita nella prima pubblicazione dell’album. Estenderla ad un vasto pubblico è un’occasione per notare che anche in quanto a canzoni rimaste fuori i Virginiana non si sono smentiti, tirando fuori una composizione dove il buddhismo e il “nam myoho renge kyo” introduttivo abbandonano le gabbie della religione guardando in faccia la realtà, mentre risuonano un’armonica e delle launeddas allo stesso tempo. Utopie che vengono raccontate dalla voce di Lenzi.

Ho fatto un sogno, ho visto un mondo nuovo, dodici Elvis volanti paracadutati sopra il Caesar Palace“.

Questa ristampa era necessaria. Solo il tempo dirà se un simile processo avverrà anche con “Italiamobile” e “La verità sul tennis”, ma sicuramente quel che già emerge è la constatazione del fatto che le “Gelaterie sconsacrate” esistano ancora, non esclusivamente con design e ristrutturazione nuovi di zecca, ma anche come contenitori di pensieri che non vanno catalogati come semplici ricordi, ma come esperienze di vita che ancora hanno di che essere utili. Tanto nella musica quanto nel trascorrere il proprio tempo. E i Virginiana Miller sono in buona compagnia.

Gustavo Tagliaferri per Mag-Music

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