Rigotto – Uomo bianco

In casa Controrecords si producono ogni giorno tante sorprese, di quelle che danno subito tanti stimoli, che brillano di tiro ed originalità… e che entrano anche a contatto con la realtà. Sì, perché Paolo Rigotto, questo il suo nome completo, dopo un’autoproduzione come “Corpi celesti”, ha scelto, per la preparazione della seconda prova, una rappresentazione dei giorni nostri in una chiave tanto ironica quanto tristemente attendibile. Questo è il manifesto dell'”Uomo bianco“, per nulla razzista, sempre con la battuta pronta: un potpourri d’immediato impatto che vede il reggae a contatto con la storia (Cambiare musica), delle ironiche lezioni di lingua inglese in salsa surf, a metà tra mimiche ferrettiane e chicche computerizzate (English Soup), funkadelica percezione degli avvenimenti (È successo), l’importanza degli organi vocali anche come novelli strumenti (La lingua), scariche autolesioniste (Quasi quasi), strambi autoritratti (la title-track), incomprensioni di carattere religioso (Un diritto mio) e viaggi interstellari (La Via Lattea). “Venire al mondo” prima e sentirne gli effetti dopo si rivela indolore per Rigotto, ed è una chance da tenere molto bene a mente!

Gustavo Tagliaferri per Mag-Music

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