Jens Lekman – I Know What Love Isn’t

Jens Lekman è un eclettico trentunenne svedese, giunto alla sua terza fatica sulla lunga distanza. Lekman ha un approccio pop alla musica, fatto di continue ricerche di soluzioni melodiche accattivanti. È questa, dunque, quella del pop alla Burt Bacharach per intendersi, l’impronta che caratterizza la sua carriera fin dagli esordi, affidata a mini cd e demo circolati quasi clandestinamente.

Questa nuova prova, giunta a ben cinque anni dalla precedente, vede il Nostro sempre alle prese con la proposta di una formula intelligente, moderna e trascinante di musica “leggera”. Ne è una prova la sapiente creazione di strutture sonore che mescolano abilmente pianoforti, moderati campionamenti, violini, flauti e sax. Questo tipo di costruzione anima i momenti più piacevoli del disco, come Erica America (chitarra quasi latineggiante e cori per un risultato alla Prefab Sprout), la disarmante Become Someone Else’s (bel motivetto sorretto da un arrangiamento nel quale spiccano nel finale i violini nel finale) e le sgargianti The World Moves on (unico spazio concesso a suoni di respiro orchestrale, che pure erano stati il marchio di fabbrica del precedente Night Falls Over Kortedala) e The End of the World Is Bigger Than Love (pubblicata in rete già nel 2010, qui presente in una versione leggermente modificata nell’attacco iniziale).

Ballate acustiche alla Andrew Bird (I Want a Pair of Cowboy Boots, Every Little Hair Knows Your Name) e brani più malinconici, fin dal titolo stesso, come She Just Don’t Want to Be with You Anymore (con un campionamento di sax proveniente dagli anni ’80) e la stessa title-track, testimoniano però che, sotto la consueta cantabilità e piacevolezza degli arrangiamenti, langue un cuore ferito, visto che il disco risente inevitabilmente (per quanto, secondo la stessa testimonianza del suo autore, non sia imperniato unicamente su questo tema) sul piano dei testi della fine di una relazione vissuta in gran parte in Australia.

A conti fatti, dunque, un lavoro gradevole, fresco e coinvolgente nei suoi momenti migliori.

Pietro Ressa

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