Alice – Samsara

Dovendo dare alla musica una connotazione astrologica, tutte le eclissi hanno un inizio, ma anche una fine, specie se quella in esame ha avuto una durata protrattasi dalla fine degli anni ’90 fino ad oggi e riguarda un sole molto caro a Carla Bissi, in arte Alice. Dopo “Exit” sono stati il teatro e la sempreverde riscoperta di materiale d’autore ad avere una grande voce in capitolo nel suo percorso, ma di album in studio completi nemmeno l’ombra. Difatti, la notizia dell’apprensione di un nuovo lavoro non poteva che giungere come un fulmine a ciel sereno, al fine di portare molta curiosità agli ammiratori di una delle pupille di Franco Battiato. E così giunge “Samsara“, l’India che si fa strada attraverso dodici brani, più uno extra.

Al contempo, passano gli anni e si susseguono a loro volta i parolieri, ma un po’ c’è da stupirsi se al già noto Mino Di Martino si affianca persino Tiziano Ferro in pole position. Accostamenti inimmaginabili, vista la discutibile qualità artistica a confronto. Ma anche la consapevolezza che ogni tanto emerge la sorpresa del momento, proprio in quanto a collaborazioni, per quanto riguarda il secondo. Specie con una voce come la sua. E visto il tempo passato, era lecito aspettarsi qualcosa di qualitativamente degno del suo nome.

Ma il risultato, duole dirlo, dal primo ascolto non appare proprio riuscitissimo, dal singolo Nata ieri che in quanto a coinvolgimento è molto altalenante (a prescindere dal suo autore), continuando per le memorie di Giovanna D’Arco di Morire d’amoreUn mondo a parte e il duetto con lo stesso Di Martino di Come il mare, le quali, una dopo l’altra, mostrano facilmente le proprie pecche, in particolare negli arrangiamenti, che sembrano la mera ombra del periodo 80’s. Tra omaggi riusciti solo in parte (alle buone Il cielo dalliana e Al mattino, direttamente dal repertorio dei Califfi, si contrappone ‘A ‘cchiù bella di Totò che non è credibile quanto l’interpretazione di Giuni Russo) e la battiatesca Eri con me, boccata di ossigeno nella debolezza di “Apriti sesamo”, il cui risultato è a pari merito, a tirare su il morale, fortunatamente, sono la buona Autunno già, entrambe le composizioni firmate da Alice stessa, dai toni malinconici di Sui giardini del mondo (dove torna a fare capolino l’ex Bluvertigo Marco Pancaldi) a quelli maggiormente retrò di Orientamento, e persino l’altro brano firmato da Ferro, Cambio casa, dotato di un incalzante arrangiamento elettronico che le sta a pennello, e il french touch datogli dal remix aggiuntivo di Michele Canova non è da meno.

Complessivamente, è vero che dopo anni di silenzio tornare immediatamente provvisti di un’ottima forma è chiedere forse un po’ troppo, ma è anche vero che “Samsara” è, in parte, un’occasione mancata e inaspettata da un gran talento come quello della signora Bissi. Che possa servire come spunto per rimettersi di buona lena, con il tempo, a lavorare su qualcosa di più interessante in futuro? Non si esclude.

Gustavo Tagliaferri

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