Karma to Burn – Sinister Noise, Roma 22/01/13

Una piccola, gradita riunione di famiglia. Molto intima, infatti, è l’atmosfera che accoglie i Karma to Burn al loro ennesimo ritorno romano. Merito di un locale piccolo e raccolto come il Sinister Noise, quartiere Ostiense, ma soprattutto della presenza di un gruppo di spettatori che, bene o male, si ritrova puntualmente a ogni evento del genere. Tra gli astanti, almeno di vista, ci si conosce tutti ed è sempre bello vedere quanto fedeli siano gli appassionati di rock e metal di Roma, peraltro di età molto varia.

Arriviamo al locale di Via dei Magazzini Generali che gli Elephante, la band di apertura, si è già esibita. Peccato essersi persi lo show del gruppo di Latina che, nonostante la giovane età, si sta facendo conoscere per le sue qualità. Sul palco, invece, troviamo gli svizzeri Rozbub, che nei giorni precedenti al concerto non erano stati annunciati nella scaletta della serata. Una gradevole sorpresa quindi, perché il trio elvetico è protagonista di uno show diretto e senza fronzoli, alle prese con un rock di pura derivazione settantiana che non fa mistero delle proprie radici blues. Il risultato è apprezzabile, così come la simpatia e l’apparente timidezza della band, che sa colpire l’attenzione del pubblico. A seguire, prima degli headliner, tocca ai romani Black Rainbows. Il gruppo capitolino gioca in casa e il calore degli astanti è tangibile per l’intero arco del loro concerto. Il trio si muove con grande abilità tra heavy e psichedelia, pescando sia dal panorama musicale a cavallo tra anni ’60 e ’70 (MC5 su tutti) sia dallo stoner rock più recente. Non più una promessa, ma una valida e solida realtà della scena italiana, che sa dire la propria con maestria anche e soprattutto dal vivo.

È da poco passata la mezzanotte quando finalmente giunge il momento dei veri protagonisti della serata. Signore e signori, dal West Virginia i Karma to Burn. I loro concerti tirati e – straight to the point non sono più un mistero per il pubblico romano, che ha avuto modo di assistere alle loro esibizioni frequentemente negli ultimi anni. Novità di questo concerto del 2013 è la presenza del giovane Evan Devine alla batteria, affiancandosi agli storici William Mecum e Rich Mullins (rispettivamente chitarra e basso). Nonostante non sia sempre perfetto e ogni tanto William gli rammenti alcuni accorgimenti necessari per suonare alcuni brani, l’impressione è che il ragazzo si sia ben inserito nei meccanismi della band. William e Rich, poi, sono due autentici mattatori. I pezzi, caratterizzati da titoli semplicemente numerici, si susseguono uno dietro l’altro senza sosta coinvolgendo il pubblico, che non si risparmia in un pogo convulso e scoordinato, anche a causa del piccolo spazio a disposizione. Un’ora piena senza bis e senza troppi convenevoli, che punta a mettere in mostra l’impatto e la sostanza qualitativa della proposta della band, del tutto tesa a uno stoner rock completamente strumentale che più desertico non si può.

Alla fine si prova la soddisfazione di aver assistito a un bel concerto, di quelli che ti fanno fischiare le orecchie fino al giorno dopo, unita al piacere di trovarsi di fronte a musicisti alla mano, non affetti da spropositate manie di grandezza. Un esempio, quello dei Karma to Burn, che in tanti dovrebbero ben tenere a mente.

Livio Ghilardi

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