Concerto grosso: intervista agli Zeus!

zeus!

Li avevamo già avuti con noi poco dopo la pubblicazione del disco d’esordio, intenzionati a confidare i loro desideri di conquista del mondo. Due uomini determinati e poliedrici come Luca Cavina (Calibro 35), e Paolo Mongardi (Il Genio, Fuzz Orchestra, Ronin), dotati di un basso e una batteria usati come armi a mò di mitragliate sonore punk-metal-core. Nome in codice: Zeus!. Secondo album fresco di pubblicazione, e che li vede anche fare parte di un roster straniero: “Opera“, un titolo che è tutto un programma e che estende i propri piani servendosi di nuove ramificazioni riconducibili a quello che è il linguaggio del duo. Innovazioni che trovano spazio tra le tante questioni da porre ai nostri, i quali non si sono astenuti dal rispondere!

“Opera” è un disco che testimonia ulteriormente quello che è il vostro sound, fatto di espedienti metal, punk e non inseriti in contesti di stampo mat(h)ematico. Eppure è presente anche un breve accenno a sonorità funk e free jazz, immediatamente raso al suolo nel giro di pochi secondi. Basta ascoltare Lucy in the Sky With King DiamondGrey Celebration, quest’ultima con un basso introduttivo che fa lo stesso effetto di un contrabbasso. Che simili momenti si possano considerare nuova parte integrante di quelli che sono gli Zeus!?

Luca Cavina: Se noi abbiamo accenni al funk allora i Meters sono grind. Di freedom ce n’è poca, di jazz ancora meno. Però in Decomposition N. !!! c’è un evidente riferimento alla polka che, non molti lo sanno, è stata la principale fonte d’ispirazione per gli Slayer.

Con questo album entrate ufficialmente a far parte della scuderia della Three One G, label statunitense che vi licenzierà al di fuori dello stivale, e capitanata da Justin Pearson, bassista dei The Locust e a sua volta ospite in Sick and Destroy. Come vi sentite ad essere i primi italiani a fare breccia in un’etichetta di tale portata? Sembra che abbiate parecchio da condividere con il progetto di Pearson, specialmente per quanto riguarda il sound…

L: Per noi è un onore, ma soprattutto un onere. La gente si aspetta grandi cose. Nel nostro quartiere poi le malelingue sostengono che questa storia di 31G sia tutta una montatura per darci delle arie al baretto. Ed è per seppellire queste maldicenze che abbiamo invitato Justin a cantare in un pezzo.

Un ulteriore elemento che fa da vostro marchio di fabbrica è la scelta dei titoli dei brani. SuckertorteGrindmaster FleshGolden Metal Shower per quel che riguarda il vostro esordio, Set Panzer to RockLa Morte YoungBeelzebulb per rimanere alla vostra ultima uscita. Noi, leggendoli, ci pieghiamo in due dalle risate. Vi è mai capitato di provare altrettanto?

Paolo Mongardi: Ti svelerò un segreto: la musica degli ZEUS! SRL è nata dopo essere entrati possesso di questo software piratato alla Metal Blade Records, che genera titoli da sballo e soprattutto da hit sicura. Non potevamo farci scappare un’occasione così ghiotta, dunque abbiamo imparato a suonare il Heavy Metal. La formazione a duo è stata progettata per aumentare il dividendo tra gli azionisti all’interno della società. Avrai quindi dedotto che la risposta alla tua domanda è no.

Un esempio in particolare: Giorgio Gaslini Is Our Tom Araya, ideale continuazione di quel Tom Araya Is Our Elvis divenuto famosa grazie ai colleghi Zu. A proposito di questi ultimi, avete mai ipotizzato una futura collaborazione capace di dare vita ad un Giorgio Gaslini and Tom Araya Are Our Elvis? Se ne vedrebbero delle belle…

LC: Noi si pensava di mettere in piedi Giorgio Gaslini, Tom Araya and the King Are Our Zu. Araya e il maestro Gaslini hanno già risposto alla mail.

Bach to the FutureBlast But Not Liszt marcano particolarmente l’elemento classico presente nel disco. Non solo perché vengono citati due compositori, ma anche perché il lavoro in sé, come da titolo, è strutturato come un’opera, fatta di movimenti che si susseguono tra un inizio ed una fine. La musica classica ha avuto una particolare voce in capitolo nel corso delle lavorazioni?

PM: Come spigavo in precedenza, il nostro software genera titoli che ci impongono di modellavi attorno la musica Heavy Metal. Questa è strettamente legata al Musica Classica, sia per intenti magniloquenti, sia per perizia costruttiva. Siccome io sono perito, mentre Cavina è anche magniloquente, ci siamo immediatamente resi conto che potevamo sfruttare anche certi stilemi propri del Musica Classica per allargare il bacino d’utenza in virtù di un aumento di fatturato.

Gli ospiti conterranei. Da Giulio Ragno Favero ed Enrico Gabrielli, solo per fare alcuni nomi, si è passati a Nicola Ratti (Ronin) e in particolare a Vincenzo Vasi (Vinicio Capossela, Mike Patton’s Mondo Cane). Quanto ha influito un simile cambio di testimoni alla realizzazione del disco?

LC: Gli ospiti vengono pensati e chiamati in quanto persone piu’ adatte e piu’ disponibili a fare la tal cosa nel tal punto. Ogni ospite ha quindi la sua ragion d’essere, fosse anche invitato per fare delle scoregge. L’importante è che siano scoregge di ottima qualità.

Sono già venute alla luce le date del tour. Pensate che nel corso di queste riuscirete finalmente a portare a termine il vostro piano di conquista del mondo?

PM: Non ci sono limiti alla provvidenza; sicuramente un ruolo centrale lo giocherà la data che faremo al Sistina, all’interno del prossimo “Conclave Fest”, in veste di cardinali. Da lì si apriranno certamente nuovi scenari e interessanti possibilità di crescita spirituale, ma soprattutto economica.

Gustavo Tagliaferri

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: