OfeliaDorme – Bloodroot

OfeliaDorme - Bloodroot

OfeliaDorme - BloodrootBraccia come steli. Sangue come petali. A un fiore resistente coincide un corpo capace di ripararsi da percosse, delusioni e ondivaghi stati d’animo. La persistente ricerca del benessere. “Bloodroot” vuol dire questo e altro per gli OfeliaDorme, reduci dall’esperienza pinkfloydiana del tributo “One of My Turns” e giunti al secondo album, due anni dopo “All Harm Ends Here“. Ascoltare la voce di Francesca Bono è un modo per sentire sulla pelle un respiro dove si confondono il rapporto tra proto-elettronica e mellotron di Last Day First Day, le chitarre eteree di Magic Ring, le tinte polverose della titletrack, la rarefatta Ulysses, la dolcezza di Otherwise. E se il banjo di Marcello “33 ore” Petruzzi dà un tocco di rock in più (Stuttering Morning), il drumming di Vittoria Burattini fa da bijou a una Brussels che vede il suo gruppo padre mescolarsi con il dream pop e quella stessa canzone viene toccata dalla sensuale voce addizionale di Angela Baraldi presente anche in quel di Pumpkin Girl, tanto per citare tre illustri presenze speciali, ne concerne come una simile mistura d’influenze ipnotizzi passo dopo passo, lasciando come ricordo l’ennesima conferma del quartetto in esame. Oltre che un’Ofelia viva e vegeta.

Gustavo Tagliaferri

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