The Rust and the Fury – May the Sun Hit Your Eyes

Ci sono voluti dieci anni di viaggi e intemperie, tra cambi di formazione e di sonorità, ma alla fine il passo definitivo, per i The Rust and the Fury, è stato compiuto. La nascita di un esordio come “May the Sun Hit Your Eyes“, definitiva entrata in scena di questo quintetto, è avvenuta. Non a caso che si rimanga accecati da un rock appartenente tanto agli anni ’70 quanto ai giorni nostri, quello di un disco, paradossalmente, notturno, dove, tra una particolare sinergia tra melodie catchy ma non banali, quelle di due singoloni come RoundaboutsFrancis with God, un’incursione all’interno di un hard rock con tinte southern da una parte e un orecchiabile – ma non sciocco – tocco brit-pop dall’altra, la voce di Daniele Rotella si muove tra ninne nanne elettriche (Be the One), il Neil Young più movimentato (These DaysKeep On) e non disdegna le ballate (She Was Too Late, Devil, con tanto d’imperdibile coda). Tante premesse che vengono alla luce in un buonissimo esordio, che potrebbe essere l’ideale trampolino per un crescente futuro artistico, magari con un maggiore spazio alla splendida voce della tastierista Francesca Lisotto (presente in Laughing for Nothing, uno dei momenti clou dell’album). Una band di cui sentiremo ancora parlare, molto presto.

Gustavo Tagliaferri

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