Philip H. Anselmo and the Illegals – Walk Through Exits Only

Dopo il godibilissimo split “War of Gargantuas” eravamo tutti in attesa di riascoltare il vecchio Phil Anselmo nel suo primo lavoro solista, con la speranza di veder sanguinare i nostri timpani e rischiare lesioni al collo nel pieno rispetto della filosofia dell’headbanger.

L’impatto con la musica di “Walk Through Exits Only” è violento come un frontale con un tir, ma musicalmente molto meno accattivante di quanto potessimo immaginare. Phil Anselmo ha alzato il volume ma nessuno capisce cosa voglia comunicare, se non un insano prodotto ai limiti dello splatter musicale. La confusione regna sovrana, la performance del vocalist è sotto lo standard richiesto, mentre lo sviluppo dell’album sembra essere completamente mancante.

I brani si susseguono all’insegna del frastuono fine a se stesso e di una pochezza strutturale quasi irritante. Volendo tentare di cogliere un senso in questo chiassoso marasma musicale potremmo supporre che l’assenza di struttura del disco sia in qualche modo collegata all’espressione del concetto di frantumazione, distruzione, devastazione. Il suono intrusivo dei riff distorti e della snervante doppia cassa, sfonda il clichè dell’ordine per disperdere semi di caos sotto forma di onde sonore. Non a caso la title-track ha un testo che sa d’invettiva contro l’industria musicale, e quest’album sembra opporsi a essa con grande ostilità. Tale approccio perde di verve a causa di una certa aridità compositiva e dell’implacabile tracollo vocale di Phil.

Il nome di Anselmo sulla copertina del cd è la parte migliore di questo disco e l’acquisto si può giustificare solo con un’adorazione divinatoria nei confronti dell’ex vocalist della band trash più forte di sempre: i Pantera.

Adrian Nadir Petrachi

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