Fausto Rossi – Blank Times

Lasciati alle spalle gli anni ’90, del suo attuale percorso “Becoming Visible” è stato il principio, mentre “Below the Line” la continuazione. Fausto “Faust’O” Rossi, visto il suo trascorso, conosce bene certe cose, e con “Blank Times” giunge a quello che è il terzo capitolo di cotanta fase, e probabilmente il maggiormente riuscito, caratterizzato da un songwriting che al posto della componente acustica e dell’elettronica minimalista vede il ritorno a quel rock già assaporato in precedenza, fuso a momenti blues non meno coinvolgenti, fatto di liriche evidenziate da una particolare attenzione alla lezione di John Lennon. Tra italiano ed inglese, dal mood di Stars si passa alle intricate trame oniriche di Sogni e la dicotomia realtà-finzione di The Hill, fino al senso di perdizione che alberga in NamesCan’t Explain, ma anche lo spoken word con accenni hendrixiani di I Write Aloud e l’epitaffio Down Down Down. Su tutti, però, due brani che sono tra i momenti più alti della carriera di Rossi: da una parte le paure di Tu non lo sai, dall’altra lo straniante sguardo alla realtà di tutti i giorni di Il vostro mondo. E che contribuiscono a posizionare “Blank Times” subito dopo la doppietta “L’erba-“Exit”, qualitativamente parlando, oltre a confermare il talento di uno degli artisti maggiormente fuori dagli schemi dello stivale.

Gustavo Tagliaferri

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