Zakk Wylde | Il metal spiegato ai bambini

81YdKl3vzgL (FILEminimizer)Il berserker si presenta in tutto il suo candido sozzume. Se volete conoscere la vita di un guitar hero appartenente a una crew di barbari armati di strumenti musicali e catene da biker, allora questo è il libro per voi. Verrete introdotti in una realtà grottesca, condita da descrizioni apocalittiche ed esilaranti, qualche aneddoto e un’analisi ben ponderata dei pro e dei contro della vita da berserker.

Zakk Wylde ne esce vincitore pubblicando una biografia potente e incisiva, in cui il suo personaggio risalta per forza e furia, simpatia e genuinità. La grande potenzialità del testo risiede nella sua capacità di essere lo specchio narrativo della musicalità dell’autore, fungendo da catalizzatore delle caratteristiche musicali dell’artista.

Le pagine sono sincere, grezze, potenti, profonde e prive d’inutili orpelli, esattamente come gli assoli e le ritmiche del signor Wylde nei suoi brani più famosi ed espressivi. Se volessimo trovare un limite al testo, questo sarebbe rappresentato dalla scelta di Zakk di cercare di scandalizzare il proprio pubblico di lettori relegando, però, la propria narrazione a una linea politicamente corretta: non troveremo quindi aneddoti in stile Ozzy Osbourne, Mötley Crüe o Lemmy Kilmister, ma ragazzate da diciassettenni euforici per una popolarità sudata ma completamente inaspettata, raccontate come se rappresentassero quanto di più folle si possa trovare nel metal.

Le bevute di Zakk ci accompagnano durante tutta la lettura, offrendoci l’impressione di assistere a una chiacchierata del nostro barbaro preferito, proprio nel salotto del Black Vatican (lo studio di registrazione della Black Label Society), sotto l’occhio vigile della bellissima e disinibita Barbaranne (moglie del Nostro).

Pur non riuscendo a scandalizzare il pubblico di metallari, Zakk ci intrattiene con saggi consigli espressi con il massimo della trivialità, fornendoci una visione di se stesso più vicina al bambino euforico che al musicista navigato. Degni di nota sono gli appunti sulla sua vita sessuale con la “carceriera” Barbaranne, anche se non in grado di sopperire all’assenza delle leggendarie cavalcate con le groupie di mezzo mondo in pieno stile Nikki Sixx.

Per quanto riguarda lo stile del testo, a dispetto di alcune critiche incondivisibili formulate da terzi, ci troviamo di fronte ad un lavoro moderno e impeccabile, vivace e avvincente all’interno della quale le parole corrispondono ai fatti senza inutili sofismi.

Un libro da leggere sotto l’ombrellone, facendo attenzione che qualche pargolo non lo scambi per un libro per bambini. Lo ritroveremmo con una birra ghiacciata in una mano, una chitarra nell’altra e tanta tanta voglia di mandarci a quel paese.

Adrian Nadir Petrachi

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