11 cover per… Paletti

Ospite di “11 cover per… ” è Pietro Paletti, in arte semplicemente Paletti. Già bassista dei The R’s (ex The Record’s), è giunto quest’anno al suo esordio solista (“Ergo sum“) dopo un interessante EP (“Dominus”). Paletti ha soddisfatto la nostra richiesta in maniera molto ragionata. Sì, perché la tracklist segue cronologicamente l’irruzione nella sua vita delle canzoni da lui scelte. Buon ascolto.

Micheal JacksonDon’t Stop ‘Til You Get Enough (da “Off the Wall”, 1979)

Questione di groove, roba da funk suonato bene, al di là dell’arrangiamento un po’ datato ma immortale. Impossibile, almeno per me, poterla rifare, non tanto per il falsetto ma per i balletti. Il Micheal Jackson che mi piace ricordare e che è stato il mio primissimo amore musicale a 5 anni!

QueenI Want to Break Free (da “Works”, 1984)

Credo di aver avuto 8 anni quando ho sentito questo brano e mi sono innamorato di loro e mi sono fatto comprare un loro best of. Anche qui impossibile avventurarsi sulle corde vocali di Mercury. All’epoca suonavo la tromba nella banda e mi tiravo giù le linee vocali e le suonavo tutte a caso nella mia cameretta per la felicità di mio padre e le sue emicranie.

AC/DCBack in Black (da “Back in Black”, 1980)

Avevo dieci anni e mio cugino mi portò una doppia cassetta di un loro live da un loro concerto a Milano. Mi ha detto “ascolta la prima del lato B“. Poi ho scoperto che in quel live hanno più botta che su disco. Il rock con il vero tiro rock nudo e crudo gli AC/DC lo hanno insegnato a tutti gli altri.

NirvanaLove Buzz (da “Bleach”, 1989)

Sempre colpa di mio cugino che mi ha regalato “Bleach” e quindi mi sono infognato con i Nirvana a 12 anni, sono stati un amore intenso e lungo. Quel pezzo poi mi faceva voglia di schitarrare molto e allora ho iniziato a suonare la chitarra.

Red Hot Chili Peppers – Give It Away (da “Blood Sugar Sex Magik”, 1991)

Altro amore duraturo della mia adolescenza. Avevo visto quel video su VideoMusic all’interno di uno speciale sulla band californiana. Subito in sala prove con la mia primissima band dove assieme ai miei due migliori amici, uno alla batteria e un’altro alla voce tentavamo senza speranza di ricreare quel groove sessoloso e scuotibacino.

Jimi HendrixMay This Be Love (da “Are You Experienced”, 1967)

Uno dei brani più psichedelici di Hendrix. Il ritornello ha una bellissima apertura. Ascoltavo moltissimo i suoi dischi e il mio stile chitarristico aveva preso il suo imprinting.

The BealtesTomorrow Never Knows (da “Revolver”, 1966)

Sono approdato molto tardi all’ascolto e allo studio dei Beatles. Ero un diciannovenne appena trasferito a Londra. Mi ero iscritto all’università di composizione e sound design. Rob Wilson il mio insegnante di Music Technology amava iniziare la sua lezione del lunedì mattina con “Rob Wilson Track of the Week”. Per far si che tutti gli studenti arrivassero puntuali alla lezione delle 8, Rob faceva ascoltare un brano musicale da lui scelto e ne spiegava i retroscena. Tomorrow Never Knows dei Beatles fu il primo brano e quasi tutta la classe non lo conosceva. Io nemmeno. Ne fui folgorato.

http://youtu.be/tisjsgsgtZU

Beck – The New Pollution (da “Odelay”, 1996)

Questo brano contenuto nel disco “Odelay” è stato per molto tempo la mia colonna sonora durante gli anni di permanenza a Londra. Mi piace il groove e l’eleganza della linea del sax dopo il ritornello.

Beastie BoysSabotage (da “Ill Communication”, 1994)

Pezzaccio monumentale del trio di New York. Non sono mai riuscito a suonarlo con nessuna formazione e forse è un bene ma mi piacerebbe tanto provare… almeno in una saletta prove ben insonorizzata.

David Bowie Five Years (da “The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars”, 1972)

Adoro “The rise and fall of Ziggy Stardust” un disco che mi ha insegnato molto.

Django DjangoWaveforms (da “Django Django”, 2012)

Una delle band attuali che adoro di più. Mi piacerebbe portarla dal vivo con la mia band. Ascolto il loro album anche quando vado a correre in bicicletta. E’ semplice ed efficace. Grande gusto per le armonie e per il groove.

a cura di Christian Gargiulo

11 cover per…” è la nostra nuova rubrica. Funziona così: un(a) musicista sceglie le undici, altrui canzoni che inserirebbe in un suo personale album di cover e per ogni scelta fatta ci spiega il motivo. Senza alcun tipo di limite: né di genere né di nazionalità né di periodo storico.

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