Ice One – B-Boy Maniaco

ice one - b-boy maniaco

ice one - b-boy maniacoL’hip hop in Italia. Affrontare questo argomento, specialmente visti i tempi che corrono, equivale a passeggiare dalle parti di un campo minato, specialmente vista la lenta involuzione avvenuta nel corso dello scorso decennio. Ma per un disco simile basterebbe la lettura del solo marchio d’origine: Mandibola Records. Ed è qui che ci si ritrova davanti ad una vecchia scuola, quella romana, che ha posto delle solide basi per la crescita di un movimento che poteva tenere testa a quello che oltreoceano stava accadendo, complice anche l’imminente nascita di una Rome Zoo di cui l’artista in questione, ovvero Sebastiano Ruocco, in arte Ice One, è sempre stato parte. E se un esordio come questo “B-Boy Maniaco” ai tempi non ha avuto il giusto airplay di un “Odio pieno”, per quanto entrambi siano finiti nel limbo del collezionismo a cifre esorbitanti, la scelta da parte della IRMA Records di dargli una nuova vita dopo meno di vent’anni non può che essere approvata.

Dietro un’apparente difficoltà nell’approccio si cela un lavoro che non bada a spese, dove oltre al talento di Ruocco emerge anche quello di diversi componenti dello Zoo di cui sopra: l’amica beatmaker Giulia Puzzo, in arte Julie P., come da quella Giorno dopo giorno presente sia nella versione originale che in un remix maggiormente cupo, oppure il Piotta pre-Supercafone, ma anche pre-S(u)ono diverso, che si sbizzarrisce in una Funkadelico ulteriormente marcata dal successivo arrangiamento de La Comitiva, autrice anche nella versione “pop” di una Panico nata con basi spigolose e festaiole, per non parlare di quei Beffa e Danno con cui all’epoca il nostro avrebbe scosso il sopracitato Colle per la durata di ben due album, come da quella Monotono suddivisa in tre tempi. Ma la parte più arrabbiata del disco è sicuramnete quella affidata al solo Ice One: la schiettezza di Tira giù la maschera, il violento impatto di Io sono quello che suono, l’introspezione di Dimmi se ti piaccio adesso. E, come se non bastasse, ad abbellire il tutto sono ben sei tracce addizionali, presenti solo nella precedente stampa in vinile: una Nel ritmo che tiene fede al titolo, la cadenzata Senza motivo, l’incalzante Aspetta, le distorte contaminazioni indiane di Essi vivono e le due versioni della grezza Nuvole di skunk.

Davanti al tempo che passa è necessario riscoprire un lavoro del genere, fondamentale in quanto trampolino di lancio per diversi artisti di cui sopra, nella maggior parte dei casi altrettanto capaci di lì a poco di seguire un proprio percorso, oltre che fonte di ispirazione per colleghi d’allora (chi ha detto Frankie Hi-NRG MC e “La morte dei miracoli”?). E, ovviamente, fondamentale per Ruocco stesso, che ancora oggi sa come dare la birra a tutti coloro che hanno fatto dell’hip hop mero mezzo per arrotondare.

Gustavo Tagliaferri

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