Sette note in nero: intervista ad Akira Yamaoka

akira yamaoka

Abbiamo incontrato Akira Yamaoka, compositore delle colonne sonore della serie “Silent Hill”, che ha cambiato la concezione di “musica per videogames” andando oltre il mero sottofondo d’atmosfera. Le sue sono vere e proprie opere d’inquietudine e malinconia, generate attraverso sperimentazioni elettroniche e torbide ispirazioni emozionali.

Hai composto la colonna sonora del primo Silent Hill senza seguire lo sviluppo del gioco . Hai continuato su questa strada, cioè a comporre senza saper nulla o quasi del gioco in questione?

Ho cominciato a comporre per il primo “Silent Hill” conoscendo la storia solo approssimativamente. Ma che la conoscessi o no, di  gioco horror si trattava, dunque ho potuto procedere senza grandi problemi.

Dal terzo capitolo in poi, hai iniziato a includere anche degli episodi cantati da Mary Elizabeth McGlynn. Brani come You’re Not Here, Waiting for You sono diventati dei veri e propri classici. Com’è nato questo prolifico sodalizio con McGlynn? Avete mai pensato di realizzare insieme un album d’inediti?

Per “Silent Hill 3” volevo creare anche un pezzo cantato, quindi ho fatto le audizioni per il cantante, ma non ho trovato nessuno che corrispondesse a quanto stavo cercando. Poi, mi hanno presentato Mary. Lei non era solo una grande cantante, ma anche una doppiatrice e una regista. Vedeva le cose oggettivamente e come artista aveva un talento tutto suo, unico. Me ne sono subito innamorato e ho cominciato a collaborare con lei. Ci conosciamo da oltre 10 anni ormai.  Stiamo pensando di creare una canzone originale anche con lei.

Oltre a – ovviamente – Angelo Badalamenti, chi altro ti ha ispirato per comporre la colonna sonora di “Silent Hill”? Magari Trent Rezor con i suoi Nine Inch Nails? In alcuni momenti mi sono persino venuti in mente alcune composizioni sperimentale di John Zorn sotto il monicker Naked City.

Vediamo. Quando compongo, a differenza di molti altri, non mi rifaccio proprio a una teoria, quindi è forse per questo che tendenzialmente la mia musica può sembrare sperimentale. Voglio anche creare qualcosa di diverso dai suoni che si sentono spesso nei videogiochi che possono essere piuttosto tipici utilizzando suoni d’orchestra. È un altro motivo per cui i miei suoni non seguono uno stile in particolare. Non prendo ispirazione da particolari compositori, Trent Reznor compreso. Non mi piace molto prendere ispirazione dalla musica per la mia musica, poiché mi sentirei solo una copiona. Tuttavia, mi piace lo stile di Trent. In un certo senso, prendo spunto dalle riflessioni che gli artisti mi stimolano piuttosto che dai suoni stessi. Questo può essere vero anche per i suoni di Trent.

È  cambiato il tuo modo di comporre pezzi passando ai giochi molto meno oscuri della Grasshopper Manifacture di Suda51 (nome d’arte di Giochi Suda ndr)?

Non proprio. Possono essere relativamente meno “oscuri”, ma sono più emotivi, perciò mi piacciono davvero le creazioni qui.

Le tue colonne sonore sono diventate simbolo di terrore, ma ad Akira Yamaoka che cosa fa veramente paura?

Penso che sia la gente. La stessa esistenza di persone può essere la più grande minaccia, non credi? Tutto ciò che ci fa sentire stressati o impauriti o frustrati su questa terra è causato dalle persone. Sarebbe un bene, se non ci si facesse coinvolgere da loro, ma ciò non è possibile. Quindi questa è una paura dura a morire (ride, ndr).

Come hai trovato il lavoro di Daniel Licht in “Silent Hill: Downpour”?

Penso che dentro ci sia il suo stile e che sia un lavoro altrettanto buono.

Qual è il tuo episodio preferito di “Silent Hill”? E qual è invece la tua colonna sonora preferita?

 “Silent Hill 2”. Questo è anche quello che più persone mi hanno detto di aver amato, trovando in esso anche una fonte di ispirazione. Lavorarvi sopra è stato piuttosto complesso dato che si tratta del primo titolo sviluppato su PlayStation 2, quindi sono molto più coinvolta emotivamente per quanto riguarda questo titolo.

Ti piacerebbe un giorno comporre delle colonne sonore per il cinema? Se sì, con quale regista ti piacerebbe lavorare?

Mi piacerebbe comporre musica per film. Chiunque sia il regista va bene per me. Se lui/lei è in grado di creare qualcosa di nuovo o interessante, sono contenta di farlo.

Curiosità finale: nel primo capitolo di “Silent Hill” vengono citati Thurston Moore, Lee Ranaldo, Kim Gordon, ovvero i Sonic Yotuh, e gli Psychic TV. C’è il tuo zampino?

No, non lo è.

Gabriele Fontana

Si ringrazia per la traduzione Michela Cacace e Luigi Iacobellis

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