AA.VV. – Loves You More

AA.VV. - Loves You More

AA.VV. - Loves You MoreA dieci anni dalla prematura e ancora oggi misteriosa morte di Elliott Smith, è stato pubblicato tramite Niegazowana “Loves You More“. Un album che prova a tributare, anche qui dall’Italia, un pezzetto dell’enorme stima e gratitudine che Smith si è guadagnato nella sua breve ma intensa carriera.

Quindici artisti per altrettanti brani, che spaziano per tutto il suo repertorio in maniera abbastanza omogenea, riprendendo tutte le fasi della sua carriera. Da brani che l’hanno reso famoso al grande pubblico come Miss Misery, Neddle in the hay o Waltz #2, ad alcune ricercate b-sides e rarità per puri fanatici del cantautore di Portland, come la filastrocca per bambini Figure 8 prodotta dalla ABC per il cartone educativo “Schoolhouse Rock!” oppure Placeholder, contenuta nella raccolta postuma” New Moon”.

Nonostante alcuni arrangiamenti troppo estremi alle volte tolgano quella poetica spirituale di cui Smith era portatore sano, le accurate scelte della produzione e le registrazioni analogiche – rigorosamente in presa diretta e realizzate all’Edac Studio – donano al disco suoni caldi e delle atmosfere unplugged che aiutano a riportarci alla “semplicità” e purezza delle canzoni di Smith.

Un giusto tributo a colui che ci traghettò inconsapevolmente fuori dal grunge, per restituirci una visione più intima e poetica della musica alternativa. Quando nel 1994 uscì il suo primo album, “Roman Candle”, Kurt Cobain era morto da appena quattro mesi e l’apice di un’epoca era dunque appena passata. Ci aspettava una lenta agonia, nell’attesa di qualcosa di nuovo che arrivo solo dopo molto tempo. “Roman Candle” venne registrato con mezzi di fortuna nella cantina della sua bitazione a Portland, ed è forse proprio il disco di Smith più vero e più dirompente. È un peccato che non ci siano pezzi tratti da esso nel tributo, forse perché sarebbe stato difficile riproporre quelle atmosfere.

Essendo un cantautore privo di vezzi e di quella rabbia rivoluzionaria che era il manifesto del grunge anni ’90, Elliott Smith riuscì con il suo talento e il suo stile a riportare calma e riflessione, in una scena dedita agli eccessi e alle urla. Del finire degli anni ‘90 salviamo poco del cantautorato rock, ma la strada che iniziò a tracciare con i suoi dischi servì in seguito per arrivare ad un forma compositiva più matura, che oggi ha molti discendenti e tutti quanti devono sicuramente qualcosa a quell’animo ermetico e sensibile di Elliott Smith. Preciserei che proprio perché non fu quel qualcosa di nuovo, quello sperimentatore alla ricerca del suono del nuovo millennio che stava per arrivare, che riuscì a riportare una sorta di verginità in una scena musicale isterica ed esasperata. Per tutto questo e molto altro un tributargli un ricordo è sia giusto per la sua storia, ma soprattutto perché rimane ancora oggi un punto di riferimento a cui ispirarsi. Partire da questo “Loves You More“, per poi andare a riprendere tutta la sua discografia.

Nicola De Amicis

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