Bachi da pietra – Festivalbug EP

Bachi da pietra - Festivalbug EP

Nella mente di Giovanni Succi e Bruno Dorella ce ne sono di cose da raccontare, una volta che si è usciti vivi dall’effetto “Quintale“. Dal devasto, dalla prepotente innovazione in fatto di sound, dalla concretizzazione di una fase di ispirazione stoner. E una di queste non può che essere la consapevolezza che prima del viaggio qualcosa si è dovuto buttare via, pensando che fosse semplice zavorra. Ma ogni tanto un riciclo per nulla scontato è necessario, specialmente se si sceglie di affidarsi anche alle mani dei ragazzi di CORPOC, ed è così che prende vita il “Festivalbug” dei Bachi da pietra, anzichè lasciarli consumare nelle macerie: Tito Balestra, fredda istantanea retta da un incedere di maracas che tra Antibes, Pavese e Leopardi odora di polvere e claustrofobia, grazie ad un lavoro di tutto rispetto nella gestione dei pads come quello di Riccardo “Rico” Gamondi, tale da dare vita ad un trip hop spaesato ed ipnotico allo stesso tempo, Madalena, ritratto bucolico di signora espresso attraverso un folk-blues imbevuto di allucinazioni country (!) e il recupero di quanto tentato con “Quintale” e il relativo baratto via e-mail, un Baratto resoconto esatto che su un ritmo cadenzato e maggiormente rock dà luogo ad un diario di bordo condiviso con fonici, colleghi, ammiratori, con tanto di ringraziamenti. Sono i Bachi che non ci si aspetta, vero. Ma quelli del “Festivalbug” sono i nostri Bachi. Sempre validi, anche loro.

Gustavo Tagliaferri

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *