16 Lovers Lane – Propaganda

16 lovers lane - propaganda

16 lovers lane - propagandaUna via di fuga spesso è necessaria. Dalle menzogne, dalle ipocrisie, da ciò in cui non ci si riconosce. E allora si cerca non tanto una realtà alternativa, quanto un angolo di mondo in cui sentirsi in pace con se stessi. I veronesi 16 Lovers Lane, nati duo e passati da trio a quartetto nel giro di un EP come “Don’t Try to Push Me, lo dicono forte e chiaro: “Propaganda“, questo il titolo del loro primo album. Un disco dove ai ragazzi l’era 4AD deve aver dato moltissimo, come si evince dalla cupa Bad poetry e dalle eteree They come e On your own, tali da far tornare alla mente i Cocteau Twins della fase dark e di quella maggiormente dreamy, dove le voci di Giulia, Michele e Federico si sostituiscono a quella di Elizabeth Fraser. Ed altrettanto dreamy sono anche le sfumature di When I Sleep, che fanno compagnia alle vibrazioni post-rock della fredda When December Comes, a beat, riverberi e un feeling da camera in quel di ’94, la malinconia di Stay, i pizzicati che contornano lo spirito maggiormente pop di Always Mechanical Clouds, o una William III che nel suo incedere soave fugge ogni ripetitività della vita quotidiana, come quella Hell (For Piano) la cui assenza di parole, tra i rumori circostanti, finisce per essere proprio uno dei suoi punti di forza. E dove le tracce della carta stampata ancora permangono, la “propaganda” di cui sopra finalmente si può definire qualcosa che agisce nel modo giusto. Un esordio affascinante, da recuperare assolutamente.

Gustavo Tagliaferri

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