Universal Daughters – Why Hast Thou Forsaken Me?

Universal Daughters - Why Hast Thou Forsaken Me?

Universal Daughters - Why Hast Thou Forsaken Me?Beneficenza, questa sconosciuta. Ma intesa come, di facciata o tale da rimanerne fedele a lettera senza dimostrarsi ipocrita? Se si pone l’interrogativo a Marco Fasolo dei Jennifer Gentle, ma anche a Jean-Charles Carbone, Alessandro “Asso” Stefana e a Maurizio Boldrin dei Mamuthones allora non può che valere il secondo caso, visto il valore di Città Della Speranza. Ma non c’è solo quella. Il respiro internazionale che lascia intuire una superband con il monicker di Universal Daughters dà luogo ad un lavoro dove lo spirito di certe musiche anglo-americane che vedono le loro radici nel gospel, nel soul, nel jazz ed anche nel rock tanto mantiene un particolare legame con il passato quanto con il presente, senza sbavature. Che sia il sopito drumming che accompagna Chris Robinson in I Am Born to Preach the Gospel, la Cheree suicideana meno cupa e più apocalittica una volta affidata a Mark Ann, lo stesso Alan Vega e i suoi rantolii in I Hear Voices, Lisa Germano e la resa erotica di Midnight, the Stars and You, la quasi liturgica ripresa del Pino Donaggio di For the Last Time We’ll Pray di Carrieana memoria, pianoforte, archi ed uno struggente Jarvis Cocker in quel di First of May, Gavin Friday con la maestosa bigstariana Kangaroo e persino i Verdena che, con lo stesso Fasolo, se la vedono con John Lennon e la sua Mother, una volta avuti a che fare con il risultato complessivo si è colti da un bisogno di averci a che fare ancora ed ancora. Un esperimento di tutto rispetto.

Gustavo Tagliaferri

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