Io e il mio amore: Alessio Forgione

Alessio Forgione

 

Alessio Forgione, napoletano, voce e chitarra de L’AMO. Il gruppo ha pubblicato due album (“Di primavera in primavera” e “Niente“), un EP e uno split. È uno dei fondatori di Fallo Dischi.

Descrivi il tuo lavoro attuale.
Io sono un marinaio. Non propriamente un marinaio dato che la mia mansione non è quella del marinaio, ma comunque un marittimo, uno che vive e lavora su di una nave, ma marittimo puzza di categoria lavorativa e, quindi, preferisco la categorie umana di marinaio. Meglio ancora l’inglese: seamen, uomini di mare, quegli uomini che una volta che gli è sceso un novembre piovoso addosso decidono di mettersi per mare. Per regolare la circolazione, per vedere la parte liquida del mondo e per rifiutare l’altra, per farsi una cosa di soldi. Dunque, il mio lavoro consiste nel viaggiare, nel conoscere superficialmente milioni di persone, nel non sentirsi mai a casa, nell’avvertire la mancanza di qualcuno/qualcosa o dello stupirsi del non sentirla affatto, nel lasciare o cercare di lasciarsi scivolare quante più cose possibili addosso.

Hai mai pensato di lasciare il tuo lavoro per la musica?
Ho pensato di lasciare, più volte, la musica a prescindere dal mio lavoro. Ovvero di fare della mia musica quello che Salinger faceva della sua scrittura: scrivere tutto e tenersi tutto per sé – ma questo è un altro discorso.

Il lavoro è un bene prezioso solo quando manca, ha valore nella sua assenza – più o meno come tutte le merci in un’economia di mercato; quando c’è, per una persona sana, è quello che fa quando fa qualcos’altro. Non ho mai pensato di vivere di musica, non ho mai fatto nulla per vivere di musica. Non credo sia possibile, oggi, vivere di musica non nazional-popolare, soprattutto in Italia, quindi la questione non si pone.

Mi piace suonare, a volte mi piace moltissimo, a volte pochissimo: non desidero fare controvoglia una cosa che mi piace moltissimo; preferisco fare, controvoglia, qualcosa che mi piace pochissimo. E suonare è una cosa che voglio conservare pura, senza arrivismi, senza vanità. La sola vanità che mi concedo è quella di scrivere canzoni che mi piacciono. E per me non è poco.

Come concili il lavoro e la passione per la musica?
Lo concilio molto bene o molto male. Se non sono in nave suono, se sono in nave non suono.

Quali scelte cambieresti nel tuo percorso professionale?
Mah, nulla. Ho scelto, razionalmente, per il momento, quello che è il mio presente – per quanto sia possibile scegliere. Sono nato e cresciuto in un quartiere, Bagnoli, dove le due scuole superiori più frequentante erano un alberghiero e un nautico, dove ti svegliavi vedendo un pezzettino di mare. L’associazione, insomma, veniva facile. Il mio solo zio pure era per mare, non poca la voglia di emularlo e poi nell’adolescenza ho incontrato ulteriori stimoli, mi piaceva moltissimo leggere, particolarmente Conrad, Melville, Stevenson, London, libri insomma dove ci fosse almeno un nostromo. Così una settimana esatta dopo essermi laureato – in un campo che non ha nulla a che vedere con le navi, ovviamente – mi sono messo per mare. Non lo rimpiango, nonostante, a volte, diventi un lavoro molto duro. Non era come l’avevo immaginato, avrei preferito altro tipo di navigazione, magari un’altra mansione dalla mia attuale, ma, come diceva Conrad, il lavoro è una cosa orribile, nessuno dovrebbe lavorare, ma il lavoro è quella cosa che ti dà l’opportunità di conoscere te stesso. Ecco, quando tutto manca qualcosa mi rimane, oltre ad un bel panorama. Il migliore.

Massima soddisfazione/delusione raggiunta in ambito musicale.
Da quando abbiamo fatto L’AMO tutto è venuto da sé, senza difficoltà, senza particolari aspirazioni. Sono e siamo molto felici, non pensavamo che saremmo mai usciti fuori dalla sala prove e invece è accaduto, con naturalezza, facendo quello che ci piace, con chi ci piace e quando ci piace. Vedendo posti che forse non avremmo mai visto e conoscendo dettagliatamente tutti gli autogrill italiani – non è vero che sono tutti uguali. Siamo soddisfattissimi. Certo, ogni tanto c’è qualche grana, ma è tutto molto più bello di quanto pensassimo.

a cura di Marco Gargiulo

Io e il mio amore: storie quotidiane di musicisti coraggiosi. Racconti in prima persona di successi e fallimenti di chi si mette in gioco per lavorare di, con e per la musica.

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