Blue Dawn – Cycle of Pain

Blue Dawn - Cycle Of Pain

Blue Dawn - Cycle Of PainLa Black Widow pubblica il secondo lavoro dei Blue Wawn, “Cycle of Pain“. Già dalle prime tracce ci si confronta con la difficoltà di collocare il disco in un genere convenzionalmente etichettabile. Tale difficoltà è dettata dal fatto che l’intero lavoro entra nei domini del doom per poi uscirne ed entrare in quelli del prog, proseguendo per il metal fino al rock.

Unica alternativa è scardinarsi dall’atto di definire ed incasellare in un determinato genere, poichè qui ci troviamo in una fluida libertà espressiva, che trova come unica costante quel suono peculiare degli anni ’70. Chiara risulta essere l’influenza del gruppo principe del doom, i noti Black Sabbath, dove anche la copertina di “Cycle of Pain” ricorda la copertina del loro primo lavoro. La chitarra del nuovo arrivato, Luigi Milanese, esegue egregiamente il suo ruolo, sostenendo la voce squillante di Monica Santo. Il disco si apre con la grintosa The Power That Be, dandoci un piccolo assaggio di ciò che sarà l’esperienza d’ascolto dell’album. Una particolarità delle tracce è la loro continua evoluzione, coinvolgendoci nella loro tetra e romantica atmosfera. È un lavoro sperimentale, che prende le forme dell’intero gruppo in cui, come già detto all’inizio, i convenzionalismi non sono attuabili; ad esempio la scelta di inserire uno strumento come il sax, potrebbe risultare azzardata, tuttavia è efficace, data la personalità dei Blue Dawn, capaci di offrire nuovi schemi.

Ben eseguita, inoltre, la cover dei Roxy Music, In Every Dream Home a Heartache, cantata questa volta dal bassista Enrico Lanciaprima, che risulta essere un omaggio a quella band sperimentale degli anni ’70 a cui l’etichetta glam-rock sembrava riduttiva rispetto agli innumerevoli spunti che offrivano.

In conclusione “Cycle of Pain” è un prodotto che ben delinea la complessità musicale dei Blue Dawn che, seppur con alcune note critiche, dimostrano di essere una band in evoluzione, che possiede tutte le qualità per diventare uno dei gruppi più interessanti dei prossimi anni.

Andrea Salvioni

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