Aucan – EP1

Aucan - EP1

Il boom di “Black Rainbow” deve essere stato un forte segnale, per certi versi, di quelli tali da permettere un’affermazione che non è mero appannaggio del proprio paese natio, ma anche d’oltreoceano. Per i tre ragazzi che si celano dietro gli Aucan evidentemente sono arrivati i cambiamenti. Cambiamenti riscontrabili ad un determinato punto della propria carriera, di quelle che fanno sì che un certo contatto con il cosiddetto “grande” pubblico sia sempre più labile, cambiamenti riscontrabili magari proprio una volta che si è sbarcati in casa Ultra Music, dando luce ad un EP di cotanto stampo. E così si manifestano diversi felici segnali a favore di tale processo: dalla rottura tra il maestoso La dato dall’introduzione di Sunn e l’esplosione di Riot, vero e proprio ibrido tra i Prodigy di Firestarter, le reminiscenze dubstep tanto care al gruppo e ritmiche downbeat atte a dare al risultato un che di ulteriormente cupo ed oscuro, all’effetto riempipista, tale da riportare alla luce certi Daft Punk dell’epoca “Human After All”, che trasuda il featuring con Otto Von Schirach di Rise of the Serpent, un ossessivo techno-rap intervallato da un accattivante riff pianistico attraverso cui raggiungere il Nirvana, fino ad uno spiraglio di luce lasciato da una Loud Cloud dove la frenesia diventa tutt’uno con una melodia ipnotica e avvincente. Auspicando l’arrivo di ulteriori EP tali da denotare altrettanti nuovi passi in casa Aucan, ne rimane un ritorno in scena che fa il suo effetto!

Gustavo Tagliaferri

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