11 cover per… Foxhound

foxhound

La loro musica è un po’ come la razza canina scelta come nome del gruppo. Un miscuglio di generi, dub reggae funk rock e dance, frullati tutti insieme. I Foxhound vengono da Torino, la loro età media è intorno ai 22 anni eppure hanno già pubblicato due album, l’ultimo dei quali – “In primavera” – proprio quest’anno. “Concordia”, il loro esordio, usciva invece due anni fa, contribuendo alla vittoria della targa giovani MEI Supersound come “Migliore gruppo 2012”. Protagonisti del famoso Primavera festival l’anno scorso, proprio qualche giorno fa hanno preso parte all’emergente UNALTROFESTIVAL A insieme con The Dandy Warhols e Horrors (tra gli altri). Questa è la loro playlist, buon ascolto!

The ClashThe Magnificent Seven (da “Sandinista!”, 1980)

Potrebbe essere la prima traccia di qualunque disco, la perfezione ipnotica di basso e batteria e l’ombra della dub, un pezzo visionario, soprattutto se si pensa che ha già compiuto 34 anni. In tanti ci hanno detto che dobbiamo tanto ai Clash, li onoreremmo con questa traccia.

Curtis MayfieldSuperfly (dall’album “Super Fly””, 1972)

Delicato ma deciso, funk inteso come “musica-per-fare-sesso”. Se anche i Beastie Boys hanno campionato i primi cinque secondi di questo brano, un motivo ci sarà. È il motivo è che Curtis vuole farti sudare tantissimo.

Estelle feat. Kanye WestAmerican Boy (da “Shine”, 2008)

Dopo questo pezzo Estelle è scomparsa. Kanye invece continua a essere fastidioso, anche se molto bravo. Insieme sono eleganti e passionali. Voci e strumenti arrangiati con gran gusto ed eleganza.

HappyPharrell Williams (da “G I R L”, 2013)

Un pezzo semplicissimo, ma molto difficile da suonare e cantare. Figuriamoci assieme. E questo genietto riesce anche a ballare nel frattempo. La classe non è acqua.

Bob MarleyNatural Mystic (da “Exodus”, 1977)

Basso e batteria entrano piano piano, alzando il volume poco alla volta. Fluttuano nell’aria facendo tremare la terra e ti trasportano direttamente nella giungla. Anche se ti trovi in cucina. Bob Marley aveva capito qualcosina.

The PoliceSo Lonely (da “Outlandos d’Amour”, 1978)

È sorprendente la facilità con cui riuscissero a passare dal reggae al rock nel giro di quaranta secondi. E intanto ballavano come dei matti. Un gruppo che non capita spesso. Anzi.

RDGLDGRNDoing the Most (da “Red Gold Green” EP, 2013)

Prodotto da Pharrell “prezzemolo” Williams (e si sente) con Dave Grohl alla batteria. Un mostro a due teste senza paragoni. Lezione numero uno su come unire diecimila elementi diversi per creare un sound nuovo, moderno e attuale. Anche il nome è facile da ricordare.

BeckHollywood Freaks (da “Midnite Vultures”, 1999)

È un pezzo incredibile, che ti catapulta su una cabrio a fianco di un Beck in acido, in un lungo viale californiano nel cuore della notte. Quattro minuti di viaggio surreale, col tempo di qualche incursione nel ghetto. Labirintico nelle scelte e nelle strutture, non dà mai punti di riferimento, e quando finisce sembra sempre troppo presto. Riuscire a reinterpretarlo senza perderne la magia sarebbe una bella sfida.

Brian EnoKurt’s Rejoinder (da “Before and After Science”, 1977)

Un groviglio di percussioni, basso, suoni provenienti dallo spazio e dalla foresta. Brian Eno è un visionario e un genio, e le sue creazioni hanno sempre qualcosa di magico.

OutKastSo Fresh, So Clean (da “Stankonia”, 2000)

È un brano che ha nella semplicita’ del suo schema la sua grandezza, con un ritornello che si incolla in testa e una risposta capolavoro, cattiva ma elegante.

LiarsThe Other Side of Mt. Heart Attack (da “Drum’s Not Dead”, 2006)

Se dovessimo definire questo pezzo con due parole, diremmo malinconia e maestosità: un altro grande esempio come costruire con pochi accorgimenti un’atmosfera irripetibile. “I won’t run far, I can always be found” è il mantra ripetuto all’ossessione. Non si puo’ fuggire dalla vita, ma è bellissimo così.

a cura di Christian Gargiulo

11 cover per… funziona così: un(a) musicista sceglie le undici, altrui canzoni che inserirebbe in un suo personale album di cover e per ogni scelta fatta ci spiega il motivo. Senza alcun tipo di limite: né di genere né di nazionalità né di periodo storico.

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