Io e il mio amore: Diego Banchero

Diego Banchero

Diego Banchero, genovese, è stato uno dei membri fondatore di progetti come Zess, Malombra. Attualmente è impegnato ne Il ballo delle castagne, Egida Aurea e Il segno del comando.

Descrivi il tuo lavoro attuale.
Mi occupo di riabilitazione in ambito psichiatrico. Sviluppo progetti riabilitativi di cui curo e seguo l’applicazione assieme ad altre figure professionali facenti parte di una equipe multidisciplinare. Da molti anni il mio lavoro quotidiano è indirizzato prevalentemente a persone con disturbi nello spettro autistico.

Hai mai pensato di lasciare il tuo lavoro per la musica?
Nel corso degli anni mi sono trovato più volte di fronte alla scelta di lasciare il mio lavoro principale per dedicarmi completamente alla musica, ma con il passare del tempo “sbarcare il lunario” come musicista è diventato più difficile e ho sempre optato per continuare con la mia attività principale che comunque amo e che mi assicura una vita dignitosa e una progettualità a lungo termine. Conosco molte persone che per vivere di musica sono costrette a tutta una serie di attività, come dare lezioni, fare trascrizioni, lavorare in studio di registrazione o suonare in orchestra, che di fatto non lasciano tempo sufficiente allo sviluppo dei loro progetti. Quando ho smesso di fare l’insegnante, ho sicuramente abbassato di molto il livello dei miei guadagni provenienti dalla musica, ma tutto il tempo a disposizione posso dedicarlo a scrivere, fare dischi e a suonare dal vivo.

Come concili il lavoro e la passione per la musica?
Cerco di sfruttare il tempo libero per portare avanti i miei progetti musicali. Siccome ho un orario di lavoro abbastanza buono, mi resta qualche ora libera ogni giorno e l’entusiasmo non manca mai!

Quali scelte cambieresti nel tuo percorso professionale?
Così su due piedi non saprei dire. Onestamente, per come girano le cose nel mercato musicale, sono abbastanza contento della scelta fatta tempo fa. Avrei forse potuto buttarmi in attività lavorative differenti e seguire percorsi diversi, ma penso che una professione ancor più coinvolgente, mi avrebbe reso complicato portare avanti i miei impegni di musicista. Essendo un entusiasta, non ho comunque concentrato la mia vita solo su queste due attività. Nel frattempo ho fatto e sto facendo mille altre cose completamente diverse e sto costruendo basi molto importanti per il mio futuro. Amo imparare cose nuove! Ho fatto mio un aforisma che cito a memoria: “Vivi ogni giorno come se fosse l’ultimo e pensa come se fossi eterno” (ride, ndr)! L’idea dell’impoverimento mi fa inorridire! Ogni cosa che ho costruito ha alzato la qualità della mia vita e sulla costruzione e il miglioramento ho impostato la mia esistenza (chiaramente non sempre ci si riesce, ma anche i peggiori scivoloni, fallimenti e crisi contengono un valore pedagogico che se sfruttato diventa fondamentale).

Massima soddisfazione/delusione raggiunta in ambito musicale.
Le delusioni sono all’ordine del giorno in questo ambiente e vanno di pari passo con i cambiamenti negativi che caratterizzano in funzionamento del mondo in questi anni. Ce ne sono state moltissime e sono state molte di più delle soddisfazioni, ma si cerca di non pensarci e si va avanti! Soddisfazioni ne ho avute, malgrado tutto, tantissime. Ho conosciuto, studiato e suonato con talenti come Ray Brown, Jimmy Cobb, Bobby Dhuram, Albert “Tootie” Heat, Walter Booker, Clark Terry, Giulio Capiozzo, Dado Moroni, Massimo Faraò, Aldo Zunino, Piero Leveratto, ecc. Ho avuto l’occasione di realizzare “Il volto verde” (Il segno del comando) con ospiti di eccezione come Gianni Leone (Il balletto di bronzo), Claudio Simonetti (Goblin), Martin Grice (Delirium), Freddy Delirio (Death SS) e Paul Nash (The Danse Society). Con Egida Aurea, poi ho avuto molte soddisfazioni vedendo i miei dischi molto apprezzati e partecipando ad eventi straordinari. Soprattutto ho avuto la grande soddisfazione di aiutare alcuni musicisti più giovani di me (o comunque con meno esperienze sulle spalle) a trovare una loro dimensione, ad avviarsi ad una carriera discografica, ad affinare il loro stile ed a far propria una professionalità che è sempre indispensabile in qualunque attività si intenda affrontare seriamente.

a cura di Marco Gargiulo

Io e il mio amore: storie quotidiane di musicisti coraggiosi. Racconti in prima persona di successi e fallimenti di chi si mette in gioco per lavorare di, con e per la musica.

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