11 cover per… Fabio De Min (Non voglio che Clara)

fabio de min

Attivi dal 2000, i Non voglio che Clara hanno pubblicato finora quattro album: l’ultimo, “L’amore finché dura“, ha visto la luce proprio quest’anno. In realtà potrebbero essere tranquillamente cinque. Il perché è presto detto. Negli anni il gruppo che ruota attorno alla carismatica figura di Fabio De Min ha eseguito dal vivo o pubblicato su vari formati almeno una decina di altrui canzoni. Ed è per questo che la playlist di Fabio, oltre che dalle canzoni originali, è accompagnata anche da alcune versioni live – tutte quelle presenti in Rete – eseguite dai Non voglio che Clara. Buon ascolto!

John LennonGimme Some Truth (da “Imagine”, 1971)

Mi piace il Lennon solista nel suo essere terribilmente spontaneo e inevitabilmente contraddittorio. Casualmente Gimme Some Truth non è l’unica cover di Lennon con il quale i Non voglio che Clara si sono cimentati in tempi più o meno recenti. La lista comprende Love, Well Well Well, Isolation, Jealous Guy.

 

Black SabbathChanges (da “Vol. 4”, 1972)

Tratta dal bellissimo “Vol. 4”, questa ballata sfacciatamente sentimentale è indubbiamente fra le cose peggiori del disco. Ma abbiamo improvvisato il brano durante un soundcheck del tour di “Dei cani” e abbiamo deciso di inserirla poi in qualche scaletta.

 

Guns ‘N RosesNovember Rain (da “Use Your Illusion I, 1991)

Agli MTV Awards del 1992 i Guns n Roses si presentano sul palco insieme a uno spaesato Elton John per suonare November Rain. Con tanto di orchestra, sezione fiati tutta al femminile, l’assolo di chitarra di Slash in piedi sul pianoforte. Spettacolo straordinario e opulento, pensate quello che volete ma la musica popolare non hai mai più avuto questo grado di persuasione.


MinaL’ultima occasione (da “Studio Uno, 1965)

Uno speaker radiofonico un giorno mi annunciava che Baglioni aveva fatto la cover di un nostro brano. Non era vero, è che entrambi avevamo fatto la stessa cover di un pezzo di Mina. Per fortuna, aggiungo io.

 

Francesco De GregoriBene (da “Francesco De Gregori”, 1974)

Non sono mai stato un grande fan di De Gregori, ho sempre trovato il suo ermetismo un po’ troppo ermetico. Però questa canzone sul TFR mi piace molto. L’abbiamo incisa e pubblicata sul lato A di un 45 giri uscito nel 2007. Il lato B invece contiene Non torneranno più, per restare in tema di partenze.

 

Flavio GiuratoMarcia nuziale (da “Il tuffatore”, 1982)

“Il tuffatore” di è uno dei più bei dischi italiani di sempre e Flavio è un grande artista. Il fatto che la discografia e il grande pubblico non se ne siano praticamente accorti nasconde una profonda questione di giustizia: non se lo meritano.


 

BabalotFesta n. 3 (da “Che succede quando uno muore”, 2003)

Appena dopo “Hotel Tivoli” partecipammo ad una compilation di Aiuola Dischi dove tutto il roster dell’etichetta si cimentava con un pezzo di Babalot. A riascoltarla oggi vira pericolosamente dalle parti di Lionel Richie ma è inutile piangere sul latte versato.


Ivano FossatiE di nuovo cambio casa (da “La mia banda suona il rock”, 1979)

Nei concerti in solitario non è infrequente trovare un pubblico più rumoroso del dovuto, i posti raccolti favoriscono il chiacchericcio e l’attenzione del pubblico inizia a vacillare già attorno a metà scaletta. Quando succede attacco questa. E non cambia un cazzo.

Grant Lee BuffaloMockingbirds (da “Mighty Joe Moon”, 1994)

Un personale tributo agli anni 90 e all’adolescenza, un brano campestre e autunnale con un testo soprendentemente cinico (“Devastation at last/finally we meet”). La canzone è molto ben scritta, ed è un vero peccato che la vena di Grant Lee Phillips si sia affievolita così velocemente.

The Flaming Lips – There You Are: Jesus Song No. 7 (da “In a Priest Driven Ambulance”, 1990)

Nella nostra testa eravamo convinti che questo fosse un autentico classico dei Flaming Lips perché era un brano che strimpellavamo in cameretta fin dai primi giorni in cui abbiamo imbracciammo una chitarra. In realtà è un brano incompleto e raffazzonato, ma non per questo privo di fascino. Stava in scaletta nei nostri concerti più intimi intorno al 2006.

Luigi TencoCome tanti altri (da “Tenco”, 1966)

Quando ci chiesero di partecipare ad un evento in ricordo di Tenco scegliemmo questo che è certamente un brano minore all’interno del suo repertorio ma che è comunque perfettamente riconducibile al linguaggio espressivo degli episodi migliori.

a cura di Christian Gargiulo

11 cover per… funziona così: un(a) musicista sceglie le undici, altrui canzoni che inserirebbe in un suo personale album di cover e per ogni scelta fatta ci spiega il motivo. Senza alcun tipo di limite: né di genere né di nazionalità né di periodo storico.

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