Behind the Records: Garrincha

Behind the Records

Com’è nata, com’è strutturata e quali sono gli aspetti che differenziano Garrincha dalle altre etichette indipendenti italiane?

Matteo Romagnoli: Il clima famigliare, il desiderio di lavorare sulla collettività, di mischiarsi, di influenzarsi. Poi sicuramente il fatto di registrare pressoché tutti negli studi dell’etichetta, seguendo lo stesso identico obbiettivo: la voglia di fare canzoni pop, quelle per i falò, da cantar sotto la doccia, che facciano innamorare, per accompagnare una manifestazione, canzoni che accompagnino la vita delle persone…

Perché “Garrincha”?

Garrincha (pseudonimo di Manoel Francisco dos Santos, NdR) era un fenomeno, un calciatore con grandi disabilità fisiche e mentali che nonostante tutto divenne uno dei più importanti atleti del suo tempo. Assieme a Pelè portò il Brasile a vincere due volte i mondiali. Tutti gli artisti Garrincha a modo loro hanno fatto dei propri limiti e difetti una caratteristica ed un punto di forza. Poi intorno a Garrincha ci sono tanti aneddoti che si potrebbero raccontare, era un personaggio bello, interessante, uno sportivo d’altri tempi, che nel mio immaginario si avvicina a Coppi e Bartali, a Carnera…

Quando hai fondato l’etichetta, avevi uno o più modelli?

Inizialmente volevo fare i dischi miei perché non li voleva fare nessuno, poi ho iniziato a fare i dischi degli altri che non voleva pubblicare nessuno, poi è arrivato un pubblico innamorato di quei dischi che gli altri non volevano pubblicare. Non ho mai avuto un modello preciso. Mi piace l’idea di aver messo assieme gente di talento ed averle stimolate a lavorare assieme…

Qual è la filosofia generale dell’etichetta?

Mostrare ad un pubblico vasto quanto di buono c’è nella nuova canzone popolare e riuscirci creando un rapporto diretto con il pubblico, veloce, che ci permetta di raccontargli in tempo reale cosa stiamo facendo senza obbligatoriamente il filtro degli addetti ai lavori, attraverso una critica miope che non ha mai visto di buon occhio quello che facciamo magari perché non è riuscita a codificarlo…

Fate tutto da soli? O vi avvalete dell’aiuto di qualcuno?

Ci aiutiamo tra di noi. Tra componenti delle band. Poi certo, booking e ufficio stampa spesso sono affidati ad altre entità come Propapromoz o Antenna Music Factory…

Come selezionate gli artisti da accogliere nel roster? Siete più voi a cercare, o siete soprattutto cercati? Qual è il tuo metodo per cercare nuove band da pubblicare?

Cerco su YouTube, tra i gruppi che già girano l’Italia quelli che oltre a scrivere bene hanno la voglia e le capacità di darsi molto da fare. Così che quando aggiungo al loro lavoro le mie idee come management o produttore divento un moltiplicatore piuttosto che un primo passo.

Che tipo di accordi vengono stipulati con gli artisti? E come vengono suddivisi investimenti, lavoro ed eventuali profitti?

Dipende, non c’è una regola…

In media, quanto vende un titolo? E quel è stato il vostro best-seller?

Tra le 500 e le 6000. L’Italia peggiore de Lo Stato Sociale, recentemente uscito, sta ottenendo risultati insperati e magari presto posso aggiornare le cifre che ti ho appena detto…

Qual è il tuo album preferito tra quelli pubblicati? E quello più sottovalutato?

I due album di 33ore sono stati decisamente sottovalutati. Si tratto di un artista di un incedibile talento. Il disco preferito non c’è,li amo tutti… Che risposta paracula, eh?

In percentuale, quante copie si vendono nei negozi, quante attraverso il vostro sito e quanto ai banchetti dei concerti?

Nei negozi si vende molto nelle prime settimane dopo l’uscita mentre sulla lunga distanza la vendita itinerante e online vincono.

Come vedi in prospettiva “l’oggetto” disco? Pensi anche tu che il futuro sia nei file da scaricare, con la “fisicità” di vinile e/o cd ad appannaggio di una ristretta cerchia di cultori e nostalgici?

Penso che il digitale abbia cambiato la percezione dell’oggetto, il cd spesso è percepito come un gadget qualunque, come una maglietta, una spilla e tanti hanno scoperto la gioia dell’evitare l’oggetto preferendo chessò la comodità di Spotify… Il scambio di upporto poi modifica il dove, come e quando ascoltare una determinata musica, per esempio penso che oggi il cd sia in calo perché non ha la praticità di Spotify ma nemmeno il fascino di un vinile, che invece ci obbliga a prestargli attenzione, cambiare lato.

C’è qualche altra etichetta italiana con la quale vi trovi in sintonia?

Le etichette sono fatte da persone e con alcune persone ho particolarmente legato, grazie ad una birretta, ad un festival, a qualche sfortuna che è arrivata ad accomunarci, penso a Picicca, Folica, INRI… La tempesta è un realtà molto diversa a mio avviso ma a livello umano non credo sia molto distante, mi piace chi la gestisce e chi ne fa parte…

Che cosa dobbiamo aspettarci da voi nei prossimi mesi?

Il secondo de L’officina della camomilla, il secondo de L’orso, il mio nuovo disco a nome Costa!, un nuovo episodio della saga Garrincha Star All Star, collettivo formato da musicisti provenienti da tutte le band dell’etichetta, che rivisita inchiave reggae/dub/ska i grandi album della storia della canzone italiana. Poi nuovi singoli per Brace, Magellano, La rappresentante di lista, il secondo volume dei nostri mixtape pieni di rarità e inediti… Tante cose belle!

a cura di Marco Gargiulo

Behind the Records: la parola alle etichette discografiche.

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